EMANUELE MERLINO VISITA NETTUNO

Nettuno, 6 Agosto – In occasione del prossimo anniversario del Volo su Vienna di Gabriele d’Annunzio (9 Agosto 1918), Emanuele Merlino, Presidente Nazionale del Comitato 10 Febbraio, ha fatto visita alla città di Nettuno.

Come prima tappa, Merlino ha reso omaggio all’Ara dei Caduti al Parco della Rimembranza e dei Martiri delle Foibe, accompagnato dal Dott. Pietro Cappellari con il quale si è complimentato per il risultato ottenuto e per il costante impegno in difesa della cultura italiana nell’Adriatico Orientale.

Il Presidente del Comitato 10 Febbraio ha ricevuto in dono alcune pubblicazioni, tra cui l’ultimo studio di Cappellari sul Poeta-eroe (D’Annunzio in libertà. Il Vate e il Fascismo oltre le manipolazioni del “politicamente corretto”) con il quale il ricercatore nettunese è tronato a parlare del carismatico personaggio, lanciando nel contempo il progetto di “Nettuno Città dannunziana”.

Successivamente, il Prof. Alberto Sulpizi e il Consigliere comunale Genesio D’Angeli hanno guidato Merlino alla scoperta delle meraviglie di Nettuno, soprattutto in vista del centenario delle Convenzioni di Nettuno del 2025, quando la città ospiterà un importante convegno sull’Istria, Fiume e la Dalmazia. Prevista per l’occasione anche una pubblicazione affidata alla cura del Dott. Pietro Cappellari.

Lemmonio Boreo

NETTUNO: INAUGURATA L’ARA DEI CADUTI DEI MARTIRI DELLE FOIBE

Nel 96° anniversario delle Convenzioni di Nettuno, sacra cerimonia al Parco della Rimembranza

Nettuno, 20 Luglio – Questa sera il Comitato 10 Febbraio ha inaugurato l’Ara dei Caduti al Parco della Rimembranza e dei Martiri delle foibe di Nettuno. La toccante cerimonia si è svolta in una data particolarmente importante per la storia della nostra città: ricadeva, infatti, il novantaseiesimo anniversario delle Convenzioni di Nettuno.

Si conclude così un lungo percorso intrapreso dal Dott. Pietro Cappellari del Comitato 10 Febbraio in difesa della memoria storica della nostra Nazione, che ha visto – grazie al lavoro dei ragazzi e delle ragazze del Circolo “Barbarigo” – il recupero integrale di un parco frequentato da sbandati; l’eliminazione degli arbusti ricettacolo di immondizia, siringhe e droga; il restauro tricolore della staccionata e delle panchine. Il parco è tornato così a disposizione dei bambini e, soprattutto, è tornato all’antica denominazione del 1923, Parco della Rimembranza, simboleggiato dalla piantumazione dei lecci in memoria dei caduti e delle città irredente dell’Istria e della Dalmazia, quegli alberi estirpati nel 1946.

Oggi, come dicevamo, l’ultimo passo: la benedizione dell’Ara ai Caduti. Il manufatto è stato dapprima battezzato con l’acqua del Golfo di Venezia e, infine, al suo apice sono stati bruciati dei rametti raccolti dai patrioti triestini sulla Foiba di Basovizza e donati al Comitato 10 Febbraio per questa iniziativa.

Schierati ai lati dell’Ara i labari e i gagliardetti di tre reparti simbolo: Granatieri, Arditi e Decima MAS. I Granatieri furono il primo reparto a “conquistare” alla Patria la città di Fiume nel 1919 aprendo l’epopea dannunziana; gli Arditi incarnarono nell’eroismo e nell’azione quotidiana la difesa della Vittoria e dei suoi valori; la Decima MAS fu nel 1945 l’ultima unità italiana, insieme agli altri reparti della RSI, a difendere i confini Nord-Orientali dai partigiani titini.

Hanno partecipato alla manifestazione, organizzata dal Dott. Pietro Cappellari, fiduciario del Comitato 10 Febbraio: l’Assessore Claudio Dell’Uomo; il Consigliere comunale Genesio D’Angeli; il Prof. Alberto Sulpizi; il Dott. Rodolfo Turano; una nutrita schiera di Paracadutisti che hanno onorato la cerimonia con il loro labaro azzurro, così come la delegazione ufficiale dell’UNUCI che si è schierata compatta dietro la bandiera sezionale. Un saluto è andato al Dott. Roberto Gigli, il primo a chiedere l’istituzione di uno spazio pubblico ai Martiri delle foibe quando si veniva minacciati solo per averlo pensato.

Le conclusioni sono state di Luca Parapetto del Circolo “Barbarigo”.

Al termine della cerimonia è stata annunciata la costituzione del Comitato pro Centenario delle Convenzioni di Nettuno (1925-2025) e il prossimo recupero del Parco della Rimembranza del 1955 a ridosso del cimitero civile.

Primo Arcovazzi

IN RICORDO DEI MARTIRI DI SARZANA A CENT’ANNI DALLA BARBARIE BOLSCEVICA

Sarzana, 18 Luglio – Il 21 Luglio 2021 ricorre il centenario del tragici fatti di Sarzana, una delle più feroci stragi perpetrate dai social-comunisti ai danni degli squadristi.

Nel 1921 il clima in Italia era quello di una guerra civile: da una parte le masse organizzate dagli anarchici, socialisti massimalisti, comunisti che soffiavano sul malcontento e su una reale situazione di crisi economica per spingere i lavoratori alla rivoluzione – si proveniva dal Biennio Rosso in cui i tentativi insurrezionali erano stati innumerevoli, ma tutti naufragati per l’incapacità dei dirigenti socialisti e per le divisioni all’interno del fronte sovversivo – dall’altra il sistema dei partiti borghesi che non avevano la capacità di interpretare correttamente la nuova situazione post bellica e le sacrosante rivendicazioni sociali delle masse lavoratrici. Il movimento fascista nacque per rispondere alla duplice esigenza di difendere i valori patriottici, messi in discussione dalle sinistre, e cercare di interpretare in chiave nazionale il malcontento popolare, proponendo una soluzione sociale cara al sindacalismo rivoluzionario di De Ambris e Corridoni. Lo scontro con i social-comunisti era inevitabile. I fatti di Sarzana si devono inquadrare in questa cornice. Una spedizione di squadristi toscani (circa 200) nella città di Sarzana, guidata da un’Amministrazione socialista, fu oggetto di una imprevista reazione della forza pubblica cui sopraggiunse l’intervento degli Arditi del Popolo contro singoli fascisti in fuga. Morirono 14 squadristi, quasi tutti molto giovani ed inesperti.

Oggi, in modo paradossale, questi fatti sono strumentalizzati dai politici di sinistra e dalle solite associazione neopartigiane per riproporre la desueta contrapposizione fascismo-antifascismo, invece di affrontare in modo serio e oggettivo quel periodo da un punto di vista storico per capirne le cause e le conseguenze.

Sia i caduti spezzini (i giovanissimi Maiani e Bisagno) sia i Caduti carraresi (Dell’Amico, Lombardini-Rizieri, Borghini, Gattini) sono stati ricordati in questo centenario portando un omaggio sulle tombe dei rispettivi monumenti – eretti negli anni Venti – e tuttora esistenti nei cimiteri della Spezia e di Carrara. Si è inoltre reso omaggio anche sul luogo dello scontro: il Viale della Stazione a Sarzana, dove oggi sorge un monumento ai Marinai d’Italia. 

Il portavoce

Sarzana, l’omaggio ai Caduti per Causa nazionale

La Spezia – L’omaggio ai giovanissimi caduti Maiano e Bisagno al Sacrario dei Caduti della RSI

Carrara – L’omaggio ai Caduti al Sacrario dei Martiri fascisti

COSTITUITO IL COMITATO PRO CENTENARIO DELLE CONVENZIONI DI NETTUNO

Nettuno, 20 Luglio – Al termine della cerimonia inaugurale dell’Ara ai Caduti al Parco della Rimembranza e dei Martiri delle foibe di Nettuno, il Dott. Pietro Cappellari, fiduciario del Comitato 10 Febbraio, ha annunciato la costituzione di un comitato di studiosi e di cittadini che si occuperà di organizzare degnamente il centenario delle Convenzioni di Nettuno. Il 20 Luglio ricadeva, infatti, il novantaseiesimo anniversario delle Convenzioni di Nettuno, il protocollo conclusivo del Trattato di Roma con il quale l’Italia vedeva riconosciuta a livello internazionale l’annessione alla madre Patria delle italianissime Istria e Fiume; Convenzioni firmate per l’appunto il 20 Luglio 1925 al Forte Sangallo. L’Italia fu rappresentata dal Capo del Governo Benito Mussolini.

Lo scopo del Comitato è quello di ricordare l’importante evento che lega la città di Nettuno al confine orientale italiano, fissando così un rapporto privilegiato con le associazioni che si battono per la difesa degli interessi italiani in Istria, Fiume e Dalmazia.

«Nettuno è una città ricca di storia, storia che però è dimenticata da tutti – ha dichiarato Cappellari -. Vogliamo rivendicare il ruolo della nostra città come sede di un importante trattato internazionale, elaborare un progetto culturale che ci porterà il 20 Luglio 2025 a celebrare degnamente al Forte Sangallo il centenario delle Convenzioni di Nettuno, coinvolgendo studiosi e cittadini in un’opera di recupero della nostra identità, lanciando un progetto per la difesa dell’italianità dell’Adriatico Nord-Orientale. È assurdo che oggi nulla ricordi al Forte Sangallo tale evento. Stiamo elaborando una lapide ricordo da affiggere appositamente sulla nostra fortezza. Il primo passo per tornare a parlare di Istria, Fiume, Dalmazia… di Italia! Non vogliamo dimenticare chi siamo. Non siamo disposti ad inginocchiarci per cancellare la nostra Civiltà. Quella Civiltà, quella storia, di cui siamo orgogliosi, di cui siamo eredi».

Presidente del Comitato è stato nominato il Prof. Alberto Sulpizi, storico del territorio nettunese.

Lemmonio Boreo

Il Prof. Alberto Sulpizi e il Dott. Pietro Cappellari

NETTUNO: IL CENTENARIO DEL MONUMENTO AI CADUTI

Riqualificare Piazza Cesare Battisti nel nome dei valori patriottici e della bellezza

Nettuno, 18 Luglio – Si è tenuta ieri 17 Luglio 2021, in Piazza del Mercato, l’attesa manifestazione per celebrare il centenario della costruzione del Monumento ai Caduti di Nettuno. Correva, infatti, il 17 Luglio 1921 quando l’allora Sindaco Edoardo Renza inaugurò il sacro manufatto dedicato alla memoria di chi si era sacrificato nel recente conflitto per la grandezza nazionale.

L’evento, aperto dai saluti del Consigliere Comunale Genesio D’Angeli, coordinatore del progetto, ha visto la partecipazione di molti giovani, dell’On. Antonello Aurigemma e dell’Assessore Luca Zomparelli, del Prof. Alberto Sulpizi, dell’ex-Assessore Giampiero Pedace, di Irridio Palomba dell’Associazione Granatieri, di Massimo Flumeri dell’Associazione Bersaglieri, che con la loro presenza hanno sottolineato l’importanza della manifestazione e, soprattutto, l’attenzione al progetto di riqualificazione di Piazza Cesare Battisti, dove è situato il monumento. L’idea degli organizzatori, infatti, è quella di un immediato risorgimento di un luogo così sacro, oggetto in questi ultimi decenni di una cementificazione selvaggia e del disinteresse delle Amministrazioni. D’Angeli ha evidenziato la necessità di riportare all’antico splendore la piazza, eliminando il caotico parcheggio d’auto in cui è stata trasformata e respingendo al mittente l’idea di “abbattere” il monumento, trasferendolo magari in periferia dove non dia fastidio agli speculatori dei mercatini e delle sagre paesane.

Il Dott. Pietro Cappellari – ideatore della manifestazione – ha illustrato la storia e le vicissitudini del sacro manufatto, sottolineando la necessità di un suo restauro integrale, eliminando le targhe posticce che nulla hanno a che fare con i Caduti per la Patria ed inserendo i nomi di tutti i nettunesi sacrificatisi per la Nazione in guerra che, ancor oggi, sono dimenticati. La pedonalizzazione dell’intera area e la sua pavimentazione in marmo assumono oggi una necessità impellente. Nettuno ha bisogno di valori ed anche di bellezza!

«In questo periodo di Cancel Culture, dove, in nome del nulla e del sovversivismo, si abbattono i monumenti – ha dichiarato Luca Parapetto del Circolo “Barbarigo” – è necessario vigilare contro chi vuole offendere ancora la nostra storia. Come abbiamo ricostituito il Parco della Rimembranza dopo 75 di oblio, difenderemo il Monumento ai Caduti. Noi, eredi di quei valori, eredi di chi ne ha promosso la costruzione e la sacralizzazione, abbiamo il dovere di traghettare alle nuove generazioni, ormai allo sbando, il senso della vita, dell’essere comunità, il senso di essere Uomini, contro ogni relativismo borghese».

Valeriana Rossellini

“UN MARE DI LIBRI – UN LIBRO D’A…MARE”: AL VIA IL CAFFE’ LETTERARIO FIRMATO SULPIZI-CAPPELLARI

Nettuno, 12 Luglio – Il 15 Luglio prossimo, alle ore 18:45, presso lo stabilimento balneare Pro Loco di Nettuno, prenderà il via la manifestazione “Un mare di libri – Un libro d’a…mare”, il nuovo format culturale firmato dal Prof. Alberto Sulpizi e dal Dott. Pietro Cappellari, che si pone l’obiettivo di riportare al centro dell’attenzione gli scrittori del territorio e l’educazione alla lettura.

La manifestazione sarà suddivisa in cinque “caffè letterari” che si terranno il 15, 22, 29 Luglio, 5 e 9 Agosto, che vedranno alternarsi delle eccellenze: Armando Conforti con Il segreto di Satana; Michele Cioffi con Non avrai bisogno di chiedere; Pasquale Carbone con Le orme del pettirosso; Liliana Benedetti con Una Angelita nello sbarco alleato di Anzio e Nettuno; e Giacomo Antognarelli con Lereide.

«Ringraziamo il Presidente della Proloco Nettuno Dott. Marcello Armocida – hanno dichiarato Sulpizi e Cappellari – per l’attenzione che pone sempre hai progetti per lo sviluppo culturale della nostra città. Con questo nuovo format cercheremo di coinvolgere le giovani generazioni in un processo di educazione alla lettura, sperando che quel che gli autori di oggi hanno seminato possa essere raccolto dagli uomini di domani».

Valeriana Rossellini

TORNA LA CULTURA A NETTUNO… INIZIA L’ESTATE NETTUNESE: IL TRIDENTE D’ORO 2021

Nettuno, 10 Luglio – Si è tenuta ieri sera, presso la prestigiosa sede del Teatro Spazio Vitale di Nettuno, l’XI Edizione del Premio Tridente d’Oro alla Cultura Città di Anzio e Nettuno 2021. La manifestazione culturale ha aperto così il calendario dell’Estate Nettunese.

Ha presentato la serata – organizzata dalla Proloco Nettuno con la collaborazione del Direttore artistico Mimmo Pugliese – il Dott. Pietro Cappellari, docente dell’Accademia Delia che ha istituito l’ambito riconoscimento, coadiuvato dalla valletta Maria Raffaele.

Cappellari, dopo aver portato i saluti del Prof. Alberto Sulpizi, Accademico della Delia, assente per malattia, ha introdotto il Presidente della Proloco Nettuno Dott. Marcello Armocida e il Consigliere Comunale Genesio D’Angeli, che hanno premiato i nettunesi che più si sono distinti nell’ambito culturale.

Il Premio Tridente d’Oro alla Cultura 2021 è andato al gruppo musicale Napoli Sound Live e a Gabriele Petriconi, con le seguenti motivazioni:

Due anime e… una viene da Castellammare di Stabia, eccellente musicista, basso, voce suadente, partecipa a molte trasmissioni per la Rai e Mediaset, fra queste: Uno Mattina e Mezzogiorno in Famiglia; bassista per molti anni con Luca Sardella è la costante melodia delle nostre serate dai tempi delle “rotonde sul mare” … l’altra da Capua, dopo 37 anni in Aeronautica, col dubbio, forse, di aver sbagliato mestiere, suonando con competenza e professionalità pianoforte e tastiere. Fondano una band che dal 2014 è la colonna sonora delle Estati del nostro litorale, solcando il mare della melodia napoletana recente e meno, navigando con sicurezza nella musica “colta” anni ’70 ed ’80 che, ancora oggi, è conosciuta, apprezzata, forse rimpianta e… con il “cubanito” di Nettuno alle percussioni, il Premio Tridente d’Oro alla Cultura Città di Anzio e Nettuno per l’anno 2021 va a Peppe Giordano, Mimmo Zenga, Orfeo Norcia… i Napoli Sound Live”.

“Ha narrato Nettuno del dopoguerra, in “Ricordi di un giovane nettunese”, la Nettuno della sua infanzia in “A modo mio” e…  “A modo mio nuove poesie”,  “divertendosi” col  nostro dialetto: responsabile dal 1975 ai primi anni ’80 della Proloco Nettuno ed all’inizio del terzo millennio dell’Associazione Culturale Nettuno 2000 per la salvaguardia  del Forte Sangallo, del Borgo e di Torre Astura; Consigliere comunale ed Assessore del Comune di Nettuno, costante presenza politica e sociale, il Premio Tridente d’Oro alla Cultura città di Anzio e Nettuno per l’anno 2021 va ad un giovane nettunese di quasi 75 anni: Gabriele Petriconi”.

L’appuntamento è all’anno prossimo, per una nuova edizione di un evento culturale che ormai rappresenta la cultura nettunese.

Primo Arcovazzi

foto Roberto Faccenda

D’ANNUNZIO “TORNI” A NETTUNO!

L’appello alle istituzioni del Dott. Pietro Cappellari

A due anni dall’uscita del monumentale Fiume trincea d’Italia. Il diciannovismo e la questione Adriatica: dalla protesta nazionale all’insurrezione fascista 19181922 (Herald Editore), il Dott. Pietro Cappellari – Direttore della Biblioteca di Storia Contemporanea “Coppola” – torna a parlarci di d’Annunzio e del suo rapporto con il sorgente fascismo. È uscito, infatti, il suo ultimo studio D’Annunzio in libertà. Il Vate e il Fascismo, oltre le manipolazioni del “politicamente corretto (Passaggio al Bosco).

«Già nel 2014 – ha dichiarato Cappellari – costituimmo, insieme al Prof. Alberto Sulpizi, un comitato dannunziano per una riflessione sul rapporto che esiste tra il Poeta-eroe della Nazione italiana e Nettuno. Fummo i primi ad organizzare un’importante mostra al Forte Sangallo e denunciare la rimozione della memoria storica attuato nel corso del dopoguerra. Si pensi che avevamo due luoghi pubblici dedicati a d’Annunzio, la piazza della stazione e l’attuale Via Cristoforo Colombo. Purtroppo, l’ignoranza e l’odio politico hanno agito come una mannaia sulla nostra identità, modificando la toponomastica, anche se – bisogna evidenziarlo – Via Colombo de iure ancora è Via d’Annunzio, non essendosi mai trovata la documentazione sul regolare cambio di nome. Oggi, in un periodo di decadenza e sovversione, bisogna tornare alle nostre radici e ad amare la nostra storia. Per questo reputiamo necessario che sulla facciata di Villa Borghese sia affissa una lapide che ricordi i componimenti dannunziani qui elaborati, come speriamo che il prossimo teatro della nostra città sia dedicato a Gabriele d’Annunzio. Un comitato di cittadini sta già lavorando per tutto questo».

Lemmonio Boreo

D’ANNUNZIO (FINALMENTE) IN LIBERTA’

Uno studio sul Poeta-eroe e la Weltanschauung fascista

A due anni dall’uscita del monumentale Fiume trincea d’Italia. Il diciannovismo e la questione adriatica: dalla protesta nazionale all’insurrezione fascista 1918-1922 (Herald Editore), il Dott. Pietro Cappellari – Direttore della Biblioteca di Storia Contemporanea “Coppola” – torna a parlarci di d’Annunzio e del suo rapporto con il sorgente fascismo.

«Con il Centenario dell’Impresa di Fiume – ha dichiarato Cappellari – è scoppiato nuovamente il “caso d’Annunzio”, annunciato da titoli altisonanti, libri patinati e contributi cinematografici. Quell’intellighenzia antifascista che tiene in ostaggio la nostra cultura e che in oltre 70 anni di mistificazioni non è riuscita a cancellare il Poeta-eroe dal dibattito storico e politico, sembra aver adottato una nuova formula: la disinformatja. Se ancora non si possono abbattere le statue di d’Annunzio – infatti – si è trovata una “scappatoia” per far fronte all’aurea di eroismo che rifulge dalla vita del Poeta della Nazione italiana: orchestrare quell’operazione “nebbiogena” e politicamente corretta che, sfruttando dettagli secondari e manipolandone altri, tenta di offrire all’opinione pubblica un d’Annunzio defascistizzato e “presentabile”, arrivando addirittura ad arruolarlo nelle fila del sistema democratico o dell’antifascismo di mestiere. Forse un po’ troppo per un Uomo schierato a suo tempo nel Pantheon degli eroi e dei precursori del Fascismo. Questo piccolo studio – necessaria appendice a quanto già esposto altrove – vuole riportare il dibattito alla realtà dei fatti: citare le fonti, analizzare i documenti, studiare la storia. Non un “inno alla sopravvivenza” nel periodo decadente della Cancel culture, ma un “manuale d’assalto” che fotografa – senza filtri – una stagione incendiaria e irripetibile, la cui azione e la cui estetica sono tra le colonne portanti di quella che passò alla storia come la Rivoluzione fascista».

Il volume edito da Passaggio al Bosco di Firenze è ordinabile al seguente indirizzo: www.passaggioalbosco.it

Per info: aresagenziadinotizie@gmail.com

Lemmonio Boreo

TORNANO LE GRANDI INCHIESTE DE “L’ULTIMA CROCIATA”

Nel numero in distribuzione del periodico dell’Associazione Nazionale Famiglie Caduti e Dispersi della RSI, tornano le grandi inchieste:

Stazzema, la Merli e una Brigata Nera fantasma

Sulla scia delle intuizioni e delle ricerche di Giorgio Pisanò, il Dott. Pietro Cappellari, Direttore de “L’Ultima Crociata”, si lancia in uno studio sulla barbara strage tedesca di Sant’Anna di Stazzema, smontando con un’attenta analisi dei fatti le speculazioni ancor oggi diffuse, tra cui quella della presenza attiva e determinante della Brigata Nera di Lucca…

Per ordini e informazioni:

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