L’anniversario di un evento dimenticato per ignoranza ed odio politico
Il 4 Agosto 1925, giungeva ad Anzio e Nettuno in missione ufficiale per conto della Società delle Nazioni il Dottor Louis Ferdinand August Destouches. Il nome, comprensibilmente, non dirà nulla a nessuno, se non si trattasse di Céline, uno dei maggiori scrittori europei di tutti i tempi.
Classe 1894, appena diciottenne si era arruolato Volontario nell’Esercito francese, con il quale aveva combattuto nella Prima Guerra Mondiale, durante la quale venne gravemente ferito. Più volte decorato al Valor Militare, con un’invalidità del 75% e una modesta pensione militare, nel dopoguerra, iniziò una nuova vita. Nel 1924, infatti, si laureò in medicina e chirurgia, trovando lavoro alla Società delle Nazione per conto della quale fu inviato in diverse missioni in giro per il mondo. Una di queste, per l’appunto, toccò l’Italia.
Arrivò a Torino il 28 Luglio 1925, per visitare quella Nazione di cui all’estero di faceva un gran parlare, dopo la fine della guerra civile che aveva visto i patrioti opporsi e sconfiggere i bolscevichi, la Marcia su Roma e l’ascesa di un giovanissimo Presidente del Consiglio di nome Benito Mussolini.
Il Dott. Louis Destouches era a capo della delegazione di medici borsisti sudamericani in missione di studio sulle malattie epidemiche, finanziata dalla Fondazione “Rockefeller”, operante tra Cuba, il Canada, gli Stati Uniti d’America e l’Europa.
Destouches fu ricevuto a Roma il 3 Agosto 1925 dal Presidente del Consiglio del Regno d’Italia Mussolini e dal Direttore generale della Sanità pubblica al Ministero dell’Interno. Visitò le bonifiche idrauliche di Ferrara e Ravenna, raggiunse Nettuno e le paludi pontine, sostando poi alle strutture sanitarie e antimalariche di Ostia, Fiumicino e Grottaferrata. Al ritorno, mettendo a frutto queste esperienze e i lavori sull’argomento del suo prozio Théodore Destouches, passato Professore di Farmacia alla Scuola di Medicina di Rennes nell’800, il Dott. Louis Destouches pubblicherà il libro La Quinine in thérapeutique, tradotto in tre lingue, tra le quali l’italiano (La Chinina in terapeutica, edito nel 1927-V E.F.).
La missione, per la precisione, arrivò a Nettuno Martedì 4 Agosto 1925, dove visitò la Scuola di Malariologia diretta da Bartolomeo Gosio, quindi il Centro diagnostico della Croce Rossa alle Ferriere, la Scuola con Servizio antimalarico di Tre Cancelli, per finire con una colazione ad Anzio e una capatina al Sanatorio Militare.
Il 5 Agosto la comitiva, sempre più esausta, raggiunse Velletri per presenziare al corso pratico di profilassi riservato alle maestre delle scuole rurali nelle zone malariche; quindi, si spinse fino alle zone delle paludi pontine per ammirare i giganteschi lavori della bonifica integrale, vanto del Regime.
Ma la vita del Dottore avrà poi una impensata svolta: l’uscita del suo primo romanzo, Voyage au bout de la nuit nel 1932, firmato con lo pseudonimo Céline, lo consacrerà scrittore con un successo senza precedenti, dandogli un ruolo centrale nella cultura europea.
Tuttavia, le sue posizioni politiche, mai rinnegate, che lo porteranno a considerare positiva l’esperienza della Repubblica di Vichy in quel drammatico frangente, lo condanneranno agli occhi dei militanti antifascisti. Occupata la Francia dagli Alleati, dovette fuggire in Germania e, finita, la guerra, processato e condannato in Patria per collaborazionismo, si dovette rifugiare in esilio in Danimarca.
Poi il rientro e, nonostante il fuoco di sbarramento dell’odio antifascista, nessuno ha mai potuto contestarne l’imponenza culturale. Tra i tanti estimatori citiamo, ad esempio, Charles Bukowski che lo definì “il più grande scrittore degli ultimi duemila anni”.
In Italia, si è tornati a parlare di Céline grazie all’opera di Andrea Lombardi, editore, saggista, tra i cui studi non possiamo non evidenziare gli straordinari volumi: Il profeta dell’Apocalisse (Bietti, 2022) e La morte di Céline di Dominique de Roux (Passaggio al Bosco, 2022). È proprio grazie a Lombardi che siamo venuti a conoscenza della visita ad Anzio e Nettuno del grande scrittore francese, all’epoca giovane Dottore in medicina alla scoperta della “Nuova Italia” e della sua lotta contro la malaria esempio anche per le altre Nazioni.
Nell’opera di recupero della nostra Storia alla quale mai verremo meno, costi quel costi, sfidando a viso aperto gli ignoranti “gendarmi della memoria”, giungerà il momento che tali episodi – che danno lustro alle Città di Anzio e Nettuno – saranno degnamente ricordati. E come un giorno il piazzale della stazione nettunese tornerà ad essere dedicato a Gabriele d’Annunzio; il Forte Sangallo sarà ricordato per la firma delle Convenzioni di Nettuno; Villa Borghese per la scrittura de La Figlia di Iorio; anche il passaggio di Céline otterrà il giusto ricordo, il giusto risalto, tra le pagine più belle della storia di Anzio e Nettuno.
Pietro Cappellari
Direttore della Biblioteca di Storia Contemporanea
“Goffredo Coppola” di Paderno (Forlì)