L’Associazione Nazionale Famiglie Caduti e Dispersi della RSI:
- rilevando che, nonostante i richiami, alcuni volenterosi continuano a festeggiare il “25 Aprile” con cerimonie in omaggio ai Caduti della RSI, disinteressandosi della realtà storica e dell’opportunità di tali manifestazioni in quel giorno;
- costretta a ricordare che il “25 Aprile” è la Festa della (loro) Liberazione e che ogni iniziativa “alternativa” è solo una contromanifestazione;
- ricordando che le contromanifestazioni si fanno in piazza al cospetto di chi si contesta e non in cimiteri dove deve regnare la pace e la pietas;
- evidenziando che le stragi di epurazione partigiana iniziarono il 21 Aprile 1945 (occupazione di Bologna da parte degli Alleati) e la guerra si concluse solo il 2 Maggio successivo; e il 25 Aprile è una data politica scelta per inventarsi una improbabile vittoria;
- ricorda le disposizioni – mai abrogate e ancora in vigore – del Segretario nazionale Luigi Gobbi, emanate nell’Aprile 1965 proprio per far cessare tali iniziative che denotano essenzialmente ignoranza e scarsa comprensione dei doveri nei confronti dei Caduti e della stessa memoria storica, che dobbiamo difendere senza andare a rimorchio di altrui false interpretazioni storiche e politiche.
DIRETTIVE DEL SEGRETARIO NAZIONALE
La tragica ricorrenza di venti anni dalla fine della RSI, dei massacri dei nostri eroici congiunti che l’hanno contrassegnata, infamando la storia d’Italia, speravamo dovesse trovare gli Italiani concordi almeno nel ricordare e onorare tutti i Caduti, nel riaffermare la volontà di riconciliazione di tutti i cittadini e di deprecare la possibilità del ripetersi di simili sciagure nazionali.
Senonché, mentre noi ci dedicavamo al culto dei nostri Martiri, al rintraccio e sepoltura di tanti di Loro e tendevamo la mano nel gesto del perdono, ci siamo visti aggredire da una forsennata campagna di denigrazione, di calunnie, di oltraggio alla memoria Loro che dura da troppo tempo e non accenna a finire. Al contrario nelle ricorrenze delle stragi di Aprile e Maggio 1945 la parte che si considera vincente, vuole solennizzare la data del 25 Aprile come festa nazionale e di tripudio per la vittoria conseguita!
Noi aborriamo dall’unirci a coloro che vogliono ricordare in allegrezza una data tanto nefasta per l’Italia inondata dal sangue dei nostri Figli e dalle nostre lacrime!
Pertanto, in accordo con le associazioni affini dei Mutilati ed Invalidi, dei Combattenti e dei sodalizi d’Arma della RSI considereremo quella data come giornata di lutto e rimarremo appartati nel nostro dolore.
Le direttive comportano che in quel giorno le tombe dei nostri Morti appaiano riordinate e ornate come di consueto, mentre le manifestazioni religiose e civili vengano rimandate al 28 Aprile, anniversario dell’eccidio di Mussolini e dei suoi Ministri, che riassume e simboleggia tutti gli eccidi.
Quelle Delegazioni che, per ragioni particolari, non intendessero stabilire la celebrazione del Sacrificio nel giorno suggerito, potranno fissare altra data, purché non sia il 25 Aprile.
Il nostro “no” a quella data avrà significato di venerazione della memoria e di tante eroiche innocenti vittime e di esaltazione del Loro olocausto coscientemente offerto per l’onore di una Patria rispettata e concorde.
Il memore abbraccio a tutti voi!
Il Segretario nazionale
Luigi Gobbi
(“L’Ultima Crociata”, a. XVI, n. 129, Aprile 1965)

























