Nettuno, 12 Maggio – Si è tenuta nella prestigiosa cornice del Forte Sangallo – nella sala che nel 1925 vide firmate le Convenzioni dei Nettuno dal Presidente del Consiglio Benito Mussolini – la presentazione del libro del Dott. Pietro Cappellari Il Campo della Memoria. Il campo dell’onore di Nettuno (Ritter Edizioni). La manifestazione culturale, organizzata dal Circolo “Barbarigo”, è stata l’occasione per una riflessione sul trentennale del Campo della Memoria, il cimitero di guerra del Ministero della Difesa, gestito dal Comune di Nettuno, dove riposano i caduti della Repubblica Sociale Italiana, quei ragazzi che nella Primavera del 1944 si opposero all’invasore angloamericano combattendo per la libertà e l’onore della Patria.
Dopo la presentazione di Luca Parapetto, responsabile del Circolo “Barbarigo”, ha preso la parola il Dott. Pietro Cappellari, ricercatore di fama internazionale, con all’attivo quasi 40 pubblicazioni, da annoverare come il più prolifico scrittore nella storia di Anzio e Nettuno, Direttore della Biblioteca di Storia Contemporanea “Coppola” di Paderno (Forlì), noto anche per il suo impegno nella difesa dell’italianità dell’Istria e della Dalmazia che ha avuto anche un apprezzamento dalla Presidenza della Repubblica.

Cappellari ha ricordato la storia dei caduti della RSI del fronte di Nettunia, che inizia nella lontana Estate 1947, quando l’Ausiliaria Raffaella Duelli intraprese l’opera di ricerca delle salme nella Pianura Pontina, riuscendo a ritrovare una settantina di camerati, pietosamente raccolti in cassette e depositati “provvisoriamente” nella tomba di famiglia al Verano di Roma. Un’annotazione, negli anni ’50 i caduti della RSI erano rispettati molto più di quanto non sono ora. Quando nell’Aprile 1950 gli ultimi resti partirono da Latina per Roma, ricevettero la scorta d’onore della Polizia Stradale e il Sindaco di Sermoneta volle coprire le cassette con lo storico tricolore medioevale della città. Poi, con l’invenzione dell’antifascismo degli anni ’60, si iniziò la riscrittura della storia, la manipolazione delle menti, la violenza fattasi “ordine morale”, l’odio politico innalzato a barriera tra gli uomini.

Nel Giugno 1987, i reduci della Decima MAS vollero realizzare un luogo della memoria nelle zone ove avevano combattuto e scelsero Nettuno come sede del loro progetto. Con una gara di solidarietà senza precedenti venne acquistato un terreno e il 9 Marzo 1991 organizzata la posa della prima pietra, fino ad arrivare alla storica data del 28 Marzo 1993, quando vi fu l’inaugurazione ufficiale. Per la prima volta le popolazioni di Anzio e Nettuno vennero a conoscenza di una storia che era stata cancellata: a combattere gli Angloamericani non vi erano solo i Tedeschi, ma anche gli Italiani!
Del resto, il Muro di Protezione Antifascista di Berlino era caduto, travolgendo nella sua rovina i Partiti Comunisti di tutto il mondo. Si poté così realizzare quello che qualche anno prima sarebbe stato impossibile.
Il passo successivo fu quello di trasformare questo “giardino della memoria” in un vero e proprio cimitero di guerra, sanando quella “provvisorietà” che non rendeva onore a quei caduti. Intanto, però, il Campo fece parlare di sé e il 22 Gennaio 1999 ricevette per la prima volta l’omaggio ufficiale da parte dei Comuni di Anzio e Nettuno, con i Sindaci Vittorio Marzoli e Candido De Angelis pronti a recarsi in visita nell’anniversario dello sbarco. Tutto nacque con una iniziativa di Pietro Cappellari che, notando tra i vari omaggi istituzionali l’assenza del Campo della Memoria, contattò l’Assessore alla Cultura del Comune di Nettuno Prof.ssa Marilena Cappella che si mobilitò per inserire anche questo sacrario nelle visite ufficiali.
In previsione della trasformazione del “giardino” in cimitero di guerra il Ministero della Difesa – cui spetta, grazie ad una legge del 1951, la tutela delle salme dei caduti della RSI – si interessò per l’acquisizione del Campo della Memoria che da luogo privato di venne proprietà dello Stato italiano.
Il 20 Giugno 2000 i primi sette caduti della RSI raggiunsero il Campo della Memoria, dopo una lunga trafila burocratica, ma grazie alle autorizzazioni concesse durante i Governi D’Almea ed Amato, con Bianco agli Interni e Mattarella alla Difesa. Infine, il 16 Giugno 2006, l’ultima traslazione: altri 65 caduti vennero solennemente inumati a Nettuno, con picchetto d’onore dell’Esercito Italiano.
Nel corso degli anni numerosi sono stati gli omaggi ufficiali delle Istituzioni civili e delle Forze Armate italiane, ma anche straniere, e molti studiosi – anche dal Giappone – hanno visitato il Campo che ospita, tra gli altri, il C.te Umberto Bardelli Medaglia d’Oro al V.M. e il più giovane caduto del fronte di Nettunia, il Legionario SS Antonino Pisani di 14 anni.
La manifestazione culturale si è conclusa con un pensiero d’amore rivolto ad Amina Gallinari, donna di grande cuore, sempre presente al Campo della Memoria, tragicamente scomparsa pochi giorni fa. Infine, il prossimo appuntamento per l’ottantesimo dell’8 Settembre, dove sarà sfatato il mito dell’“insurrezione popolare contro i nazifascisti” che una politicizzata vulgata dice essersi verificata a Nettunia in quel lontano 1943… Anche quel giorno, come ha ricordato il Prof. Alberto Sulpizi, Amina sarà insieme a noi.
Primo Arcovazzi


















