Le edizioni Passaggio al Bosco hanno comunicano l’uscita del quarto ed ultimo volume del monumentale studio curato dal Dott. Pietro Cappellari
Quando, nell’Ottobre 2020, uscì il primo volume della tetralogia Da Vittorio Veneto alla Marcia su Roma. Il Centenario della Rivoluzione fascista tutti rimasero sorpresi dall’impresa. L’opera, affidata al Direttore della Biblioteca di Storia Contemporanea “G. Coppola” di Paderno (Forlì) Dott. Pietro Cappellari, si mostrò fin da subito di importanza eccezionale per la ricostruzione degli eventi che sconvolsero l’Italia nel quadriennio rivoluzionario 1918-1922. Cappellari si è valso della collaborazione di diversi studiosi tra cui ricordiamo il Prof. Roberto Mancini e il Gen. Giacinto Reale, tra i maggiori conoscitori del periodo antemarcia, insigniti l’anno scorso del prestigioso Premio “Fernando Mezzasoma” per gli Studi sul Fascismo, e di numerose associazioni culturali locali che hanno voluto così riappropriarsi della propria storia, cancellata e mistificata da decenni di propaganda antifascista.
Con l’istituzione, nel Settembre 2018, del “Comitato pro Centenario 1918-1922” si è inteso ripercorrere, passo dopo passo, il quadriennio rivoluzionario che caratterizzò l’Italia all’indomani della fine della Grande Guerra, con una serie di ricerche, “scoperte”, ricostruzioni ed analisi innovative, manifestazioni e cerimonie. Un’opera che nasce emblematicamente al di fuori delle ingessate accademie “di Stato”.
Il risultato è stato a dir poco eccezionale: quattro volumi per un totale di 2.394 pagine, divisi in una parte storica di approfondimento generale e particolare (dove si sono analizzati compiutamente gli eventi più importanti o del tutto sconosciuti alla storiografia) e una parte di “cronaca” con le attività condotte su tutto il territorio italiano, da Palermo a Bolzano, da Torino a Fiume. Un’impresa senza precedenti che fa di questa opera un unicum nella produzione culturale italiana degli ultimi anni, che si può affiancare a quella “cronachistica” di Giorgio Alberto Chiurco in cinque volumi del 1929 e a quella “politica” di Roberto Farinacci in tre tomi del 1937. L’opera di Cappellari ha il pregio di fondere una più attenta ed innovativa ricostruzione degli eventi ad un’interpretazione storica libera da condizionamenti politici.
Il volume annunciato alla vigilia del centunesimo anniversario della Marcia su Roma dall’editore Passaggio al Bosco – il quarto in ordine di uscita, come abbiamo detto – chiude la tetralogia. Un lavoro monumentale, libero da ogni condizionamento politico, che si pone l’obiettivo di fornire nuove chiavi di interpretazione e fare luce – finalmente – sui tantissimi episodi storici dimenticati o mistificati.
Il 1922 passerà alla storia come l’anno della vittoriosa insurrezione fascista di Ottobre. Un percorso che parte da lontano e che porta con sé un pesante tributo di sangue. I fascisti, sconfitto ormai il sovversivismo, si apprestarono a dare l’ultima spallata al sistema liberaldemocratico italiano, nel nome della rivoluzione nazional-popolare e di un rinnovamento che voleva essere politico, culturale e spirituale al tempo stesso.
Più che i programmi, contò il mito: quello della Vittoria mutilata, della Grande Italia, di Fiume, della lotta al bolscevismo. In quei mesi, smantellate le ultime roccaforti rosse, si registrarono le famose occupazioni delle città, con migliaia e migliaia di uomini perfettamente inquadrati. Ad ogni azione, corrispose il crescere esponenziale dei consensi tra gli Italiani: anche tra i nemici del fascismo, gradualmente, si fece largo l’idea dell’ineluttabilità dell’ascesa al potere di Mussolini.
Quando gli squadristi cinsero d’assedio Roma, quel 28 Ottobre 1922, l’Italia era già nelle mani dei fascisti: quel giorno, le camicie nere si limitarono soltanto a raccogliere i frutti di una vittoria conquistata in quattro anni di battaglie quotidiane. Si realizzava, dopo una guerra civile strisciante, l’unica rivoluzione della storia d’Italia.
Claudio Cantelmo
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