LETTERA APERTA AL SIGNOR SINDACO DI NETTUNO ALESSANDRO COPPOLA

Pur plaudendo con convinzione al fatto che la nostra Amministrazione da Lei guidata stia lavorando con sforzo e dedizione in una situazione imprevista, (anche se sono convinto che il Governo nazionale sia stato distratto, superficiale  ed incompetente) consapevole che sarebbe d’uopo occuparci di pari passo con la salute anche della profonda crisi economica (è di oggi il primo suicidio di un 26enne licenziato per scarse vendite),  Le chiedo Signor Sindaco se veramente  pensa che chi rappresenta le Istituzioni sia pervaso da nostalgiche, anacronistiche, censurabili esternazioni?

Il  Consigliere comunale Genesio D’Angeli, squisita persona nei modi e nella sostanza, nettunese innamorato e sempre disponibile, riporta un articolo scritto dal giornalista responsabile del quotidiano “L’Unico”,  Riccardo Corsetti, in cui non si fa apologia, ma storia: Lei, che gira e mi creda è una gran fortuna, con una eccellenza sanitaria non solo del nostro territorio, ed i cui avi hanno scritto pagine indelebili di storia medica, potrebbe chiedere al Prof. Marchiafava se nel campo della previdenza sociale e sanitaria il Ventennio abbia qualcosa da farsi perdonare.

Forlanini (uno dei seguaci di Robert Koch, un Nobel per la medicina del 1905), Spallanzani, Cardarelli, il nosocomio di Sondalo, il Sacco, il sanatorio di Vialba e quello di Anzio, vado a memoria, ma potrei continuare per pagine sono una verità storica, inoppugnabile, non certo apologia!

É vero, bisognerebbe esser uniti, coesi, collaborativi, ma io pensavo che questi tempi ci concedessero una tregua da astio e livore, dalla miopia ideologica, dalla faziosità (volevo usare partigianeria ma la tastiera si è bloccata!).

L’interesse superiore, i bisogni collettivi, dovrebbero far posporre la necessità della falsificazione della realtà, la sua distorsione. Mi creda, non vedo nella nostra cittadina soggetti dalla superiorità morale in grado di darci lezioni, se mai ci fossero sono asintomatici!

É indisponente come la stupidità militante non vada in quarantena neanche col contagio, siamo al delirio ideologico, come dice bene il Veneziani: “La guerra mondiale produsse gli scemi di guerra, non vorrei che il covid19 faccia altrettanto”.  

La mia solidarietà pertanto va, senza se e senza ma, al Consigliere comunale Genesio D’Angeli, reo solo di aver rilanciato un articolo tutto sommato condivisibile nella sostanza. Se qualcun altro ha trasceso, non fa parte dell’Amministrazione ed il Consigliere, credo, non ne sia il tutore, mentre invece, troppe volte abbiamo sentito urlarci dietro «a da veni’ Baffone», senza pensare con questo che vi fosse un vuoto di democrazia!

Siamo in un periodo dove gli investigatoripassano il tempo a mappare le opinioni on line, tutti in fila per tre come diceva Edoardo Bennato… col pensiero dominante. Guai a lanciare idee o considerazioni diverse e questo nonostante gli animi esasperati dalla clausura forzata (la maggior parte degli Italiani vive in appartamenti da 40/60 mq) possano farci scivolare, a volte, in espressioni più colorite ed enfatiche del solito. Non vorrei, però, che il tutto venga usato, non solo per farci mettere le mascherine, ma anche, temo, soprattutto per metterci il bavaglio!

Alberto Sulpizi

Marcello Armocida

Rodolfo Turano

Bruno Sacchi

Pietro Cappellari

Daniele Combi

Marco Silvestri

Roberto Gigli

Marco Formato

Ermanno Stampeggioni

Mario Eufemi

Linda Zaratti

Tiziana Pompei

Maurizio Brugiatelli

Cinzia Catini

Benedetto Proietti

Alberto Trentin

Angelo Menichelli

Angelo Tibaldi

Claudio Dente

Paolo Combi

Giorgio Tufi

Giuditta Conte

Armando Matarazzo

Paola Sireus

Riccardo Fabian

Silvia Serpa