“UNA SINISTRA CHE VIVE ANCORA NEL RANCORE”

Nuovi attacchi allo scrittore Pietro Cappellari per la sua battaglia in difesa della memoria storica.

Un agghiacciante comunicato stampa, firmato da quattro Consiglieri comunali di Nettuno e diffuso ieri, domenica 20 settembre 2020, ha tentato di turbare la felicità raggiunta dopo che l’Amministrazione comunale ha istituito un parco dedicato ai Martiri delle foibe.

Obiettivo della sterile polemica l’autore della proposta, lo scrittore e ricercatore storico Pietro Cappellari, che già nel febbraio scorso era stato minacciato da una sinistra nostalgica e negazionista per un suo monologo sulle foibe tenutosi presso l’Aula consigliare del Comune di Ciampino, tanto da ricevere una scorta delle forze dell’ordine. Una dissertazione, quella di Ciampino, che poi ha ricevuto i complimenti anche della Presidenza della Repubblica.

«È con profonda sorpresa che leggo un comunicato del genere – dichiara Cappellari – sono colpito per le firme che seguono e dei toni usati che tutto sono tranne che da confronto civile. È evidente che i firmatari non hanno nemmeno letto il messaggio del Comitato “10 Febbraio” contro il quale si scagliano, con foga degna di tifosi da stadio. Evidentemente ignorano il contenuto pacato e rispettoso di quanto diffuso all’indomani dell’approvazione in Giunta Comunale.

Dopo aver ascoltato le sagge parole del Presidente della Repubblica, in occasione della celebrazione del “Giorno del Ricordo”, pensavamo di non dover più leggere strampalate ricostruzioni storiche che cadono nel giustificazionismo ideologico.

Personalmente non accetto lezioni di democrazia e moralità da chi sostiene queste tesi – prosegue Cappellari – mi domando se tra i firmatari vi è quello stimato Professore che per la sua straordinaria preparazione lavora anche per la Santa Sede e se i toni usati sono condivisi dalla Segreteria di Stato Vaticana.

Mi chiedo se, per caso, tra i firmatari vi sia un nipote di un Volontario – ripeto, Volontario – della Regia Marina e mi chiedo se tra coloro che hanno firmato vi sono le stesse persone che, ogni mattina, con i loro francescani sorrisi, mi salutano affettuosamente e si fermano a parlare con me come “amici di sempre”.  Sono io che mi sto sbagliando o siamo davanti ad uno sdoppiamento della personalità? Ma dove si raggiunge un limite che non posso tollerare è quando mi si rivolgono frasi che sembrano delle velate minacce. Cosa si intende con la dichiarazione “saremo intransigenti e ci opporremo in qualsiasi modo”? Cosa si intende quando si afferma che mi si impedirà di parlare nelle scuole “in qualsiasi modo”?

Marchiafava, Federici, Alicandri, Taurelli! Avete davvero firmato un comunicato del genere? Ve ne prendete la responsabilità? Benissimo. Vecchio vizio della sinistra di mettere al bando chi non la pensa come lei, come accaduto con il giornalista Pansa, oggetto di pubblici attacchi anche dopo la sua morte.

Purtroppo, per rapporti intercorsi con la DIGOS, sono obbligato a consegnare questo comunicato alla Stazione dei Carabinieri di Nettuno, per tutelare la mia persona, la mia professione, la mia famiglia.

Non resta altro da fare che invitarvi ad un dibattito pubblico – conclude Cappellari rivolto ai quattro firmatari del comunicato stampa – dove sicuramente saprete confrontarvi civilmente davanti a tutti i nettunesi ed invitarvi all’inaugurazione del Parco della Rimembranza e dei Martiri delle foibe. Io, quel giorno, potrò guardarvi senza indugio negli occhi. E voi?

Vi ricordo gli articoli 1, 21 e 33 della Costituzione che, come ha affermato il Presidente della Repubblica, dovrebbero essere tutelati e posti alla base del vivere civile.

Qualcuno, oggi, si dovrebbe vergognare. E quella persona non sono certamente io».

Dott. Pietro Cappellari

Direttore della Biblioteca di Storia Contemporanea “Coppola” di Paderno (Forlì)

NETTUNO AVRÀ IL SUO PARCO IN ONORE DEI MARTIRI DELLE FOIBE

Cappellari: «Un passo importante per la memoria storica della nostra Nazione»

Con una delibera della Giunta comunale di Nettuno (Roma), approvata all’unanimità il 17 settembre 2020, è stata accolta la proposta del Dottor Pietro Cappellari, fiduciario locale del Comitato “10 Febbraio”, noto scrittore e ricercatore storico, di intitolare i giardini compresi tra Via XXIV Maggio, Via S. Maria e Via IV Novembre alla memoria dei Martiri delle foibe e dell’esodo istriano-fiumano-dalmata.

I giardini prenderanno ufficialmente il nome di “Parco della Rimembranza e dei Martiri delle foibe”.

«È con grande felicità – dichiara Cappellari – che mi giunge la notizia dell’importante passo compiuto dall’Amministrazione comunale di Nettuno, che premia un impegno in difesa della memoria dei Martiri delle foibe iniziato nel lontano 1995.

Venticinque anni di battaglie per difendere un ricordo cancellato. Con questo atto, non solo Nettuno dispone finalmente di un luogo ove commemorare degnamente i nostri fratelli dell’Istria, di Fiume e della Dalmazia assassinati dai partigiani comunisti, ma abbiamo recuperato anche un toponimo storico della nostra città cancellato nel secondo dopoguerra.

Infatti, su questa aerea, negli anni ’20, venne istituito il Parco della Rimembranza, un “sacro recinto” dedicato ai Caduti della Prima Guerra Mondiale, luogo di culto agli eroi che generosamente avevano offerto le loro vite alla Patria. Poi, nel 1946, l’oblio, lo smantellamento, la profanazione e l’abbandono.

Oggi, dopo 74 anni, ritorna il Parco della Rimembranza e lo si collega appositamente al ricordo dei Martiri delle foibe. Furono infatti i soldati della Grande Guerra che, col loro sangue, fissarono il sacro confine italiano al Monte Nevoso e ricongiunsero alla Madre Patria la città dalmata di Zara. Nel loro nome fu rivendicata Fiume italiana. In questa Italia di “dolore ostello”, dove le vie vengono cancellate e le statue abbattute, la nobile città di Nettuno indica chiaramente la strada da seguire: erigere e non abbattere, ricordare e non dimenticare.

In questi anni tante sono le persone che si sono battute per questa memoria negata. Il nostro pensiero va a Roberto Gigli, Andrea Bottone, Bruno Sacchi, Ermanno Stampeggioni, Rodolfo Turano, Alberto Sulpizi e Daniele Combi. Con l’occasione ringraziamo il Consigliere Comunale Genesio D’Angeli e l’Assessore Claudio Dell’Uomo per il loro coraggioso impegno in favore di questa iniziativa di cui si parlava da più di 10 anni, ma che mai si era concretizzata.

Non siamo ad un punto di arrivo, ma ad uno di partenza – conclude Cappellari – appronteremo una serie di progetti per coinvolgere le scuole nella conoscenza della storia d’Italia e siamo certi che anche il vicino Comune di Anzio non rimarrà insensibile al nostro appello».

Comitato “10 Febbraio”

Il Dott. Pietro Cappellari

“LEONESSA NELLA RSI”: UNA RIFLESSIONE SULLA REPUBBLICA SOCIALE ITALIANA

Pubblicati i risultati delle ricerche di Pietro Cappellari su un “territorio di confine” nel 1943-1944

Questo studio sulle vicende storiche accadute a Leonessa durante la RSI nasce all’interno del progetto di ricerca La Repubblica Sociale Italiana sull’Appennino Umbro-Laziale guidato dal Dott. Pietro Cappellari, Direttore della Biblioteca di Storia Contemporanea “Coppola” di Paderno (Forlì). Si tratta di un’opera monumentale in tre “sezioni”, che vuole analizzare nei dettagli la storia della RSI nelle provincie di Rieti, Terni e Perugia. Un progetto iniziato nella lontana Estate del 2000, del quale sono a tutt’oggi usciti i primi due volumi: Rieti repubblicana 1943-1944 (Herald Editore, Roma 2015) e Terni repubblicana 1943-1944 (Herald Editore, Roma 2020).

«Questo studio che presentiamo singolarmente – ha detto Cappellari – è la riproposizione dei capitoli contenuti in Rieti repubblicana relativi, per l’appunto, alla storia di Leonessa. Abbiamo creduto opportuno estrapolare questi testi dal tomo già pubblicato per una considerazione importante: la necessità di un rapido focus su questo tema da parte dei ricercatori, senza consultare l’intero volume (il cui studio rimane, comunque, imprescindibile per la comprensione delle dinamiche storiche legate alla problematica qui “isolata”). Del resto, Leonessa ha visto registrare sul suo territorio i più tragici episodi di sangue accaduti durante la Repubblica Sociale Italiana e, quindi, merita adeguata attenzione nel contesto provinciale. Abbiamo proceduto a recuperare una memoria perduta, restituendo dignità a personaggi e fatti cancellati dal grande libro della storia per odio politico, con particolare riguardo alle vittime dei partigiani e ai caduti della RSI. Con questo lavoro la storia della RSI a Leonessa non sarà più ostaggio della vulgata, quella “dottrina di partito” che ha manipolato e distorto i fatti storici in funzione ideologica. La speranza è di giungere ad una completa pacificazione nazionale, accomunando in un unico ricordo tutti i caduti e le vittime di quei tragici mesi, ai quali va il nostro sentito omaggio».

Il volume sarà a disposizione degli studiosi e degli appassionati di storia, insieme agli altri studi del ricercatore, il 26 Settembre prossimo a Leonessa (Rieti), durante la conferenza di presentazione del libro Rieti repubblicana che Cappellari terrà presso la sala esterna del Bar “Il Cappuccino”, in Via Francesco Crispi.

Claudio Cantelmo

PIANO DELL’OPERA

Pag. 210 – Euro 15

Per info: aresagenziadinotizia@gmail.com

SOMMARIO

INTRODUZIONE ……………………………………………………………………. 5

CAPITOLO I. DALLA CADUTA DEL REGIME ALLA RSI ……………. 7

CAPITOLO II. L’ORDINE PUBBLICO (SETTEMBRE-OTTOBRE 1943) …………………………………………………………………………………….. 17

CAPITOLO III. LA NASCITA DELLA RESISTENZA ………………….. 25

CAPITOLO IV. LA LIBERAZIONE DI ROMANO E CONTI …………. 31

CAPITOLO V. IVO PICCININI. UNA VITA PER LA PATRIA ……….. 37

CAPITOLO VI. LE DIMISSIONI DEL PODESTA’……………………….. 41

CAPITOLO VII. IL DISTACCAMENTO DELLA GNR …………………. 43

CAPITOLO VIII. IL SEQUESTRO DEI TRE MILITI …………………… 55

CAPITOLO IX. L’UCCISIONE DI FRANCESCO PIETRAMICO …… 57

CAPITOLO X. L’OCCUPAZIONE DI LEONESSA ………………………. 75

CAPITOLO XI. L’OMICIDIO DI ASSUNTA VANNOZZI …………….. 85

CAPITOLO XII. IL SEQUESTRO DEI SETTE FASCISTI …………….. 95

CAPITOLO XIII. LA “ZONA LIBERA” DI CASCIA …………………….. 99

CAPITOLO XIV. LA FUCILAZIONE DEL MILITE DOMENICO AQUILINI …………………………………………………………………………… 107

CAPITOLO XV. LA “BATTAGLIA” DI LEONESA ……………………… 111

CAPITOLO XVI. LA FINE DELLA BRIGATA “GRAMSCI” ………… 123

CAPITOLO XVII. L’ENIGMATICA ROSA CESARETTI …………….. 127

CAPITOLO XVIII. LE FUCILAZIONI DI VILLA CARMINE ……….. 133

CAPITOLO XIX. L’ARRESTO DI ROBERTO PIETROSTEFANI ….. 137

CAPITOLO XX. LA “NORMALIZZAZIONE” DI LEONESSA ……… 143

CAPITOLO XXI. LA “SECONDA ONDATA” GERMANICA ……….. 149

CAPITOLO XXII. LA STRAGE DI CUMULATA ……………………… 155

CAPITOLO XXIII. DUE STRANI “PARTIGIANI” …………………….. 159

CAPITOLO XXIV. LA STRAGE DI LEONESSA ………………………… 163

CAPITOLO XXV. IL “DOTTOR TAVIONI” E LA BRIGATA “GRAMSCI”: UNA STORIA DI ORDINARIA STRUMENTALIZZA-ZIONE …………………………………………………………………………………. 171

CAPITOLO XXVI. DON CONCEZIO: SEMPLICE SACERDOTE O PARTIGIANO COMBATTENTE? …………………………………………….. 177

CAPITOLO XXVII. ELIGIO VANNOZZI E IL FRONTE CLANDESTI-NO DI RESISTENZA DEI CARABINIERI REALI ………………………. 197

CAPITOLO XXVIII. LA LEGGENDA DI ROSA CESARETTI …….. 203

QUANDO GLI ALLEATI BOMBARDARONO IL VATICANO

Un’indagine affascinante che svela i retroscena di un attentato alla civiltà di coloro che vennero chiamati “liberatori”

Il 5 Novembre 1943, la Città del Vaticano fu colpita da alcune bombe che, per fortuna, non causarono vittime, né danni eccezionali. L’atto, sebbene incruento rispetto ai tragici precedenti bombardamenti subiti dalla Capitale, provocò l’indignazione generale e polemiche a non finire. Incredibilmente, gli Alleati fecero sapere di non essere i responsabili dell’attentato, scaricando le colpe sui Germanici. La cosa provocò le profonde rimostranze delle Autorità tedesche, che sconfessarono pubblicamente gli accusatori. Ma questo fu nulla se paragonato alla contemporanea leggenda metropolitana che si diffuse ampiamente tra la popolazione, rilanciata ad arte dai circoli antifascisti che accusarono gli uomini di Mussolini di aver ordito l’attacco contro il Pontefice, arrivando perfino ad indicare in Roberto Farinacci il mandante. Un’accusa senza nessun fondamento, diffusa solo per odio politico che si radicò negli anni e – sebbene sottotraccia, in quanto grossolana e in sede storica insostenibile – è giunta fino a noi inalterata.

Un’accusa che, spesso, è riproposta anche per il secondo bombardamento subito dal Vaticano durante la Seconda Guerra Mondiale, quello del 1° Marzo 1944. Anche questa volta, sarebbero stati i fascisti repubblicani a colpire il “sacro recinto”.

Il Dott. Pietro Cappellari, Direttore della Biblioteca di Storia Contemporanea “Coppola” di Paderno (Forlì), già nel 2011, tornò sull’argomento, ponendo a tacere con un agile volume i “gendarmi della memoria” che volevano riproporre la strumentale quanto falsa accusa del “bombardamento fascista”.

L’autore, analizzando i fatti e, soprattutto, i documenti, smentì quanto ancora sostenuto dalla vulgata antifascista ed anti-italiana, riconducendo il tutto ad azioni sconsiderate condotte da piloti angloamericani, già protagonisti di crimini contro l’umanità su tutto il nostro territorio nazionale.

A nove anni da quella pubblicazione, il volume «Santità, chi è stato?» di Pietro Cappellari torna in una nuova edizione per conto de L’Ultima Crociata Editrice, ospitando un’interessante prefazione a cura di Mauro Franciolini, attento studioso della guerra aerea e della guerra ai civili condotta dagli Angloamericani.

Claudio Cantelmo

Pag. 96 – Euro 10

Per ordini: aresagenziadinotizie@gmail.com

Xa EDIZIONE DEL TRIDENTE D’ORO ALLA CULTURA CITTA’ DI ANZIO E NETTUNO 2020

Venerdì 21 Agosto, presso il Forte Sangallo, inserito nella programmazione ufficiale dell’Estate Nettunese 2020, sono stati assegnati i Premi Tridente d’Oro alla Cultura Città di Anzio e Nettuno dell’Accademia Delia.

Ricorrendo il decennale del premio, il Presidente territoriale dell’Accademia Dott. Pietro Cappellari ha voluto, con l’Accademico della Delia Prof. Alberto Sulpizi, ricordare con una pubblicazione a colori di 100 pagine, la storia del riconoscimento culturale istituito nel 2011.

Decennale, questo è il titolo della pubblicazione, ripercorre i motivi che han portato ad istituire questo premio a Nettuno e ad Anzio, considerando quasi un unicum le due cittadine dal punto di vista culturale.  In particolare, ricorda il Cappellari, che dieci anni orsono, dopo una chiacchierata col Sulpizi ed il poeta Gianni Capobianco, “furono le amare considerazioni sullo stato culturale della nostra città e di come le eccellenze del territorio venissero ignorate… uomini e donne di valore lasciati soli dalle istituzioni” a far nascere l’idea di un riconoscimento per tutti quei cittadini di Anzio e Nettuno che si erano distinti nel mondo della cultura e delle arti: un modo per dire coralmente grazie a chi, con il massimo disinteresse, aveva dato tutto, ottenendo risultati lusinghieri. La “casa” dove poter operare si trovò presso l’Accademia Delia, nata a Padova nel 1608.

Il Dott. Pietro Cappellari e il Prof. Alberto Sulpizi

L’edizione 2020, pur con tutte le precauzioni dovute all’emergenza sanitaria, è stata molto partecipata. Accanto a Pietro Cappellari ed ai collaboratori storici Alberto Sulpizi e Maria Raffaele, hanno impreziosito la serata la presenza del Vicesindaco di Anzio Danilo Fontana, degli Assessori del Comune di Nettuno Camilla Ludovisi e Claudio dell’Uomo, nonché del Consigliere Comunale Luca Ranucci.

Straordinario “parterre de roi” che, oltre alla Dott.ssa Rita Dello Cicchi, già Dirigente alla Cultura del Comune di Nettuno, ed al Dott. Rodolfo Turano, vedeva la presenza di molti precedenti vincitori del premio: la famiglia Capobianco, Salvo Cacciola, Giulia Bartoli ed Elvio Calderoni, Eugenio Bartolini, Silvano Casaldi, Mimmo Pugliese, Raniero “Conte” Avvisati, Lilia e Simona Retrosi, alcuni elementi dell’Orchestra Neptunia, il responsabile Proloco Nettuno Marcello Armocida, da un decennio patrocinatore della manifestazione.

Per Anzio, il Tridente d’oro alla Cultura (alla memoria) è andato ad Adriano Faccenda, silenzioso amante di Anzio, creatore della sezione italiana del Museo dello Sbarco, Ufficiale della Croce Rossa Italiana, Cavaliere della Repubblica, nuovo postulatore della causa di beatificazione di Emma Allegrini, Ministro dell’Ordine Francescano Secolare, di animo generoso, disponibile verso il prossimo, vero pioniere degli studi sul nostro territorio. Ha premiato l’Assessore Ludovisi ed ha ritirato il premio la figlia Antonella.

Alberto Sulpizi, l’Assessore Camilla Ludovisi, Antonella Faccenda, Pietro Cappellari

Per Nettuno, il Tridente d’oro alla Cultura è andato ad un profondo conoscitore del territorio: il Professor Giancarlo Baiocco: “Ha preso per mano molte generazioni di appassionati nettunesi, conducendoli in un affascinante viaggio attraverso la storia della città, raccontandolo con infinita competenza e leggerezza”. Trovandosi fuori Nettuno per ulteriori studi, il Prof. Baiocco ha inviato un telegramma: “L’estate mi ha portato lontano da Nettuno e messo nell’impossibilita di accogliere di persona il vostro gradito ed inaspettato riconoscimento, che avete voluto dare alla mia passione per la storia della nostra città. Col rammarico per la mia assenza, ringrazio i promotori dell’iniziativa, rivolgo un caro saluto a tutti i presenti, un abbraccio ad Alberto e Piero”. Ha premiato il Vicesindaco di Anzio Fontana, che ha voluto sottolineare come, per una volta, in nome della cultura, le cittadine di Anzio e Nettuno siano unite ed accomunate da un solo autentico valore che è quello dell’amore per il proprio territorio! Per conto dell’Amministrazione comunale di Nettuno ha ritirato il premio l’Assessore Dell’Uomo, che nei prossimi giorni provvederà col Dott. Cappellari  a consegnarlo al Prof. Baiocco.  

Maria Raffaele, Alberto Sulpizi, il Vicesindaco di Anzio Danilo Fontana, l’Assessore Claudio Dell’Uomo, Pietro Cappellari
Il Vicesindaco di Anzio Danilo Fontana, l’Assessore Claudio dell’Uomo, Pietro Cappellari

Il Decennale di Cappellari e Sulpizi è entrato a far parte della Biblioteca Nazionale di Firenze, della Biblioteca Nazionale di Roma ed infine è stato depositato presso la Biblioteca dell’Istituto dell’Enciclopedia Treccani di Roma, perché possa esser inserito nel materiale di studio per il progetto del Dizionario Biografico degli Italiani.

Il libro è dedicato al primo vincitore, il mai dimenticato poeta di Nettuno Gianni Capobianco e ad un grande attore come Umberto Fabi, protagonista della prima edizione.  

Valeriana Rossellini

Maria Raffaele, Alberto Sulpizi, Pietro Cappellari

CENTENARIO DELL’ECCIDIO DELL’ASSUNTA: RICORDATI I CADUTI E LE VITTIME DELLE VIOLENZA ROSSA

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IN MEMORIA DELL’ECCIDIO DELL’ASSUNTA


Il 15 agosto di cento anni fa, ad Abbadia San Salvatore (Siena), ebbe luogo una delle stragi più efferate del ‘biennio rosso’, passata alla storia come l’Eccidio dell’Assunta. Nella cittadina toscana, i disordini scoppiarono quando i socialisti – che avevano seguito un infuocato comizio del deputato Luigi Mascagni – attaccarono la tradizionale processione in onore dell’Assunzione in Cielo della Vergine Maria. Dopo le prime provocazioni contro i cattolici, in paese scoppiò il caos. Le masse di sovversivi, molti dei quali in preda ai fumi dell’alcol e armati di roncole, falci, zappe, pugnali, rivoltelle, seminarono il panico assaltando la caserma dei Carabinieri Reali prima di recarsi verso la Chiesa di Santa Croce, dove sostava la processione. Si verificarono cruenti scontri al termine dei quali si contarono sei morti. Dopo quella tragica giornata persero la vita il carabiniere Nazzareno Ciarrocchi, l’impiegato Giuseppe Coppi, il contadino Giovanni Vagini, un bambino di tre anni di nome Libero Pinzi e il frate Angelico Galassi. Morì anche il socialista Ovidio Sabatini, che dopo aver accoltellato il carabiniere Buricchi fu colpito mortalmente dallo stesso nella difesa della propria caserma. A Fra Angelico Galassi, ucciso da un colpo di pistola sparato in pieno viso dal socialista Settimio Contorni davanti agli occhi della madre sessantunenne – e poi oggetto di vilipendio da parte delle masse imbestialite – è dedicato un monumento all’interno della Chiesa di Santa Croce. In memoria sua e delle altre quattro vittime di un eccidio troppo spesso dimenticato e tra i più feroci del ‘biennio rosso’, il Comitato pro Centenario, l’Associazione Famiglie Caduti e Dispersi RSI e Memento hanno voluto onorarli con un omaggio floreale all’interno della Chiesa di Santa Croce.

……………

OMAGGIO AL CRISTO RISORTO DEI MARTIRI FASCISTI NEL CIMITERO DELLA MISERICORDIA DI SIENA

Il Comitato pro Centenario, l’Associazione Famiglie Caduti e Dispersi RSI e Memento hanno reso omaggio al Cristo Risorto dei Martiri fascisti presso il Cimitero della Misericordia di Siena. L’opera fu inizialmente posta nel Sacrario dei Martiri Fascisti di Siena, nella Cripta della Basilica cittadina di San Domenico. Il Sacrario, in cui era presente anche Fra Galassi, una delle vittime della ferocia socialista nell’Eccidio dell’Assunta (che comunque non venne riconosciuto come Caduto), fu poi smantellato negli anni del Dopoguerra: i corpi furono translati in cimiteri periferici e le lapidi con i nomi dei caduti vennero rovesciate e poste ai lati per essere riutilizzate come basi per altari. Le associazioni suddette, con l’omaggio odierno al Cristo Risorto dei Martiri fascisti, vogliono anche ringraziare il Comune di Siena e la Soprintendenza locale ai Beni Culturali per il restauro dell’opera. Ad imperitura memoria.

“ECCO CHI SONO I REATINI CHE HANNO COMBATTUTO CON LA RSI”

Pubblicato lo studio di Pietro Cappellari sui Caduti della RSI in provincia di Rieti

Questo studio sui caduti della RSI in provincia di Rieti nasce all’interno del progetto di ricerca La Repubblica Sociale Italiana sull’Appennino Umbro-Laziale, opera monumentale in tre “sezioni” che vuole analizzare nei dettagli la storia della RSI nelle provincie di Rieti, Terni e Perugia. Il progetto è curato dal Dott. Pietro Cappellari, Direttore della Biblioteca di Storia Contemporanea “Coppola” di Paderno (Forlì).

Si tratta di un’opera iniziata nella lontana Estate del 2000, della quale sono a tutt’oggi usciti i primi due volumi: Rieti repubblicana 1943-1944 (Herald Editore, Roma 2015) e Terni repubblicana 1943-1944 (Herald Editore, Roma 2020).

Lo studio che Cappellari ha presentato singolarmente è la riproposizione dell’apposito “documento” sui Caduti reatini della Repubblica Sociale Italiana già contenuto in Rieti repubblicana.

Si è creduto opportuno estrapolare questo testo dal tomo già pubblicato per due considerazioni importanti:

  1. La necessità di un rapido focus su questo tema da parte dei ricercatori, senza consultare l’intero volume (il cui studio rimane, comunque, imprescindibile per la comprensione delle dinamiche storiche legate alla problematica qui “isolata”);
  2. L’aggiornamento dell’elenco a suo tempo pubblicato con gli ultimi dati della ricerca e, in particolar modo, l’inserimento di sei caduti prima a noi sconosciuti (Antimi, Ferri, Martellucci, Sallusti, Scorretti e Stornelli) e l’eliminazione di Irma Pillot, accusata dagli antifascisti piemontesi di essere stata un Agente Speciale operante anche nel Reatino e per questo fucilata. In realtà, tale accusa era falsa. La giovane Pillot non era un Agente Speciale, ma solo una vittima dell’odio politico.

Rimangono “sotto osservazione”, mancando dati appropriati, due caduti non meglio precisati, come Titino Bartolomei e Felice Panitti.

Con i nuovi dati, i caduti reatini per la Repubblica Sociale Italiana regolarmente censiti salgono all’importante cifra di 79. Ovviamente si tratta di un numero che si riferisce solo al minimo documentabile, con dati ancora da verificare, correggere ed integrare, ma che ci dà un quadro dell’adesione alla RSI imponente, sul quale vale una giusta riflessione libera dall’odio dei “gendarmi della memoria”. Perché il loro sacrificio possa aprire finalmente le porte ad una definitiva pacificazione nazionale.

Claudio Cantelmo

PIANO DELL’OPERA

EURO 4

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CAPPELLARI: «VI RACCONTO L’8 SETTEMBRE AD ANZIO E NETTUNO, QUANDO LE CAMICIE NERE DIFESERO LA CITTA’»

Ripubblicato in uno specifico volume lo studio del ricercatore nettunese su una pagina tragica della nostra storia nazionale

Lo studio del Dott. Pietro Cappellari, Direttore della Biblioteca di Storia Contemporanea “Coppola” di Paderno (Forlì), sugli eventi che si verificarono a Nettunia dopo la resa incondizionata (e il conseguente passaggio al nemico) delle Regie Forze Armate dell’8 Settembre 1943, nasce all’interno del progetto di ricerca intrapreso molti anni fa sulla storia delle città di Anzio e Nettuno nella prima metà del Novecento. Opera importante che ha fatto luce, per la prima volta, su questa fase storica delle due cittadine laziali, una fase da sempre sottaciuta, strappata dal grande libro della storia dai “gendarmi della memoria”. Quel passato, per molti, troppi, non era mai esistito.

Un’opera iniziata nel lontano 1994, per la quale sono usciti quattro volumi per i tipi della Herald Editore: I Legionari di Nettunia (2009), Lo sbarco di Nettunia e la battaglia per Roma (2010), Nettunia una città fascista (2011) e Il fascismo ad Anzio e Nettuno (2014).

Per la prima volta, come dicevamo, è stato dato un volto e un nome a tanti protagonisti della vita delle due città che erano stati condannati alla damnatio memoriae dall’odio politico. Ma non solo. Fatti di cui si ignorava l’esistenza sono stati presentati al grande pubblico, il tutto in un processo di recupero della memoria storica locale senza precedenti. È stata scoperchiata quell’enorme “fossa comune” della memoria dove il primo Novecento di Anzio e Nettuno era stato sepolto, salvando dall’oblio la stessa “essenza” di queste due città.

Il libro Nettunia 9-11- Settembre 1943. Quando le Camicie Nere difesero la città è la riproposizione di quanto già scritto in Nettunia una città fascista, nel Capitolo IV, emblematicamente e provocatoriamente intitolato L’insurrezione che non ci fu.  

È stato opportuno estrapolare questo capitolo dal tomo pubblicato per una considerazione importante: la necessità di un rapido focus su questo tema da parte dei ricercatori, senza consultare l’intero volume, il cui studio rimane, comunque, imprescindibile per la comprensione delle dinamiche storiche legate alla problematica qui “isolata”.

Il testo, corredato da una brillante prefazione del Prof. Alberto Sulpizi, sarà presentato al pubblico il prossimo 8 Settembre a Nettuno, in una conferenza pubblica.

Claudio Cantelmo

PIANO DELL’OPERA

Pag. 88 – Euro 8

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PIETRO CAPPELLARI INTERVISTATO DAL “CORRIERE DELLA SERA”

Il Direttore della Biblioteca “Coppola” di Paderno intervistato sul “furto dell’anno” all’Archivio Centrale di Stato: «Ora serve un museo nazionale sul Fascismo, che preservi la nostra storia, al di là delle manipolazioni e degli odi politici. Un museo che valorizzi il nostro patrimonio culturale, che esponga cimeli, divise e bandiere che il mondo ci invidia; che racconti quegli anni con serenità, dalle violenze del Biennio Rosso agli “anni del consenso”, le opere del Regime, le città di fondazione, le bonifiche, la costruzione di un moderno Stato sociale, passando per l’impresa africana, la Cruzada spagnola e – ovviamente – la Seconda Guerra Mondiale. La nostra storia sia liberamente discussa, non più ostaggio dei “gendarmi della memoria”».

Per ascoltare l’intervista: https://podcasts.apple.com/it/podcast/lo-strano-caso-dei-cimeli-fascisti-spariti/id1522058082?i=1000487746541

Il pezzo sul furto all’Archivio Centrale di Stato inizia dopo il minuto 6.20

L’intervento del Dott. Pietro Cappellari è dopo il minuto 12.05

Il Dott. Pietro Cappellari