La “locomotiva” del terrore rosso dal 1921 arriva a Piazza Fontana?
Milano, 23 Marzo. Un nucleo di patrioti, su iniziativa del Comitato pro Centenario 1918-1922, ha deposto un omaggio floreale in Via Paolo Mascagni, a Milano, dove un tempo sorgeva il Teatro Diana, alla memoria delle ventuno vittime della bomba anarchica del 23 Marzo 1921, di cui oggi ricorre i centesimo anniversario tra il silenzio assordante delle Istituzioni.
Sarà chiesto ufficialmente al Sindaco di erigere una lapide in memoria delle vittime sul luogo del delitto sovversivo, un crimine per cento anni nascosto all’opinione pubblica, nonostante che mandanti ed esecutori siano stati identificati con certezza, a differenza di quanto avvenuto con le stragi della Prima Repubblica che godono di una ben strana quanto fantasiosa pubblicità.
La Strage del Teatro “Diana” fu l’ultimo colpo di coda del barbarico Biennio Rosso, ormai al tramonto per merito della mobilitazione fascista in atto in tutta Italia. Quel giorno, alcuni anarchici decisero di compiere l’atroce delitto piazzando 160 candelotti di gelatina esplosiva nel teatro, con la scusa di voler colpire il Questore, agendo in realtà motivati da un folle odio di classe tipicamente marxista.
Dopo l’attentato, Milano non fu più la stessa. Gli squadristi – appoggiati e sostenuti dall’opinione pubblica stanca delle violenze bolsceviche – passarono all’azione e distrussero diversi circoli sovversivi: i funerali delle vittime della più grave strage sovversiva fino ad allora verificatasi in Italia furono la prova dell’isolamento completo in cui erano stati confinati i socialisti. I fascisti che sfilavano nel corteo, con in testa Benito Mussolini, Umberto Pasella, Giovanni Marinelli, Luigi Freddi, Cesare Rossi ed altri membri del Comitato Centrale dei Fasci Italiani di Combattimento, vennero accolti dal popolo di Milano con “mormorii di ammirazione lungo tutto il percorso”.
Le Autorità di PS, con un’ondata di arresti, posero fine al movimento anarchico lombardo che si eclissò per sempre. Si dovranno attendere gli anni ’60 per sentir nuovamente parlare di anarchia a Milano, quando cominciarono di nuovo a scoppiare le bombe. Di cui una rimane ancor oggi, guarda caso, avvolta nel rosso mistero: quella di Piazza Fontana del 12 Dicembre 1969. Una “orchestra rossa” anche allora manovrò pupazzi e burattini, che rimasero però impuniti. Un’altra Italia, certamente.
I patrioti di Milano
























