KULTURAZIONE: LO SCRITTORE PIERLUIGI FELLI A NETTUNO

Puro spettacolo, sullo sfondo della luna che si specchiava sul mare, quello che hanno potuto godere gli accorsi sulle spiagge nettunesi il 2 Agosto scorso, per assistere alla presentazione del noto scrittore Pierluigi Felli.

La serata, fortemente voluta dal poeta legionario nettunese Bruno Sacchi, ha visto l’affluenza di numeroso pubblico, per uno dei personaggi più importanti del panorama culturale italiano.

Felli, originario di Roma, ma orgogliosamente residente a Latina, ha all’attivo quasi 50 libri tra romanzi e racconti, tra cui spiccano L’Amor teppista; Camerata addio; West Littoria; Sahara Sabbia e Sangue, solo per citare alcuni dei suoi più importanti successi.

Autore di razza, ha abbandonato la professione di Avvocato per seguire il suo istinto e il destino di scrittore. Una formazione che parte dalle curve degli stadi, attivissimo militante del gruppo laziale Eagles Supporters per dieci anni; che approda anche sul ring in incontri di pugilato; che si consacra nell’esperienza di Consigliere comunale del MSI a Latina, al servizio della comunità e dei sacri valori della Patria e della Tradizione. Una crescita interna che si sposa con una vocazione libertaria, mai al servizio di nessuno, per un Uomo che ha fatto della Kultura una missione di vita.

La serata è stata presentata dal Dott. Pietro Cappellari, Presidente territoriale dell’Accademia Delia, ed ha visto la partecipazione del Prof. Alberto Sulpizi, storico del territorio nettunese, e del Dott. Massimiliano Vittori, responsabile delle Edizioni Novecento, tra i più importanti studiosi italiani di futurismo, con all’attivo una cinquantina di pubblicazioni sulla storia di Littoria.

Ancora una volta Nettuno, prima linea della battaglia… culturale!

SdT

Felli, Cappellari, Sacchi, Vittori

NETTUNO: OMAGGIO AL POETA LEGIONARIO BRUNO SACCHI

L’Estate nettunese si è colorata di un’importante iniziativa culturale che ha visto per protagonista il noto poeta legionario Bruno Sacchi. Un gruppo di amici, infatti, su iniziativa di Tommaso Bove, ha voluto rendere omaggio ad uno dei più caratteristici rappresentanti della “nettunesità”, per dirla alla Gianni Capobianco.

Bruno Sacchi, discendente di un’antica famiglia nettunese, uno degli ultimi “nettunesi doc”, è stato per anni attivo militante del MSI e, successivamente, Segretario politico della Sezione “Bruno e Piero Fioravanti” della Fiamma Tricolore di Nettuno. Attualmente, ricopre la carica di Comandante del locale Reparto “Pierino Maruffa” dell’Associazione Nazionale Arditi d’Italia. A fianco di un’intensa attività politica intesa come impegno civile, sacrificio personale, difesa dei deboli e dei sacri valori della Tradizione, come servizio reso alla Patria, Sacchi ha espresso una vena poetica che lo inserisce in pieno in quella schiera di orgogliosi “proscritti”, cavalieri della Kultura nazional-popolare.

Cappellari, Sulpizi, Bove, Sacchi

Per rendergli omaggio è stata così organizzata, il 2 Agosto 2019, una festa sorpresa, durante la quale è stato distribuito un volume che raccoglie i “pensieri sacchiani” scaturiti nella meditazione delle albe nettunesi, su quelle spiagge che raccontano la vita di un popolo che affonda nel mito di Enea il suo destino ancestrale.

Presenti gli amici di sempre: il Dott. Marcello Armocida, il Prof. Alberto Sulpizi e il Dott. Pietro Cappellari che hanno omaggiato il poeta, il combattente, l’Uomo.

SdT

CENTENARIO DEL MARTIRIO DI POLLAK: PRIMO CADUTO PER LA CAUSA NAZIONALE

Trieste, 3 Agosto 2019

Il Comitato Pro Centenario con la collaborazione di varie sigle di movimenti patriottici nazionali, commemora oggi l’anniversario della morte di Carlo Pollak (4 Agosto 1919), primo caduto nazional popolare in assoluto!

Dopo approfondite ricerche storiche siamo riusciti, avvalendoci della collaborazione di nostri aderenti in loco, a scoprire dove riposano le spoglie di questo giovane ragazzo, ucciso con un colpo di arma da fuoco durante degli scontri per difendere l’italianità!

Grazie a competenze storiche, spirito di sacrificio, forza di volontà e amor di Patria, il Comitato restituisce alla sua madre Patria la memoria di questo suo eroico figlio e quest’oggi dei giovani patrioti sono andati a deporre un fiore sulla sua tomba.

Italianamente 

Il portavoce

CARLO POLLAK

Il primo caduto nazional-popolare di cui si ha certezza è lo studente Carlo Pollak (successivamente italianizzato in “Polla”), deceduto a Trieste il 4 Agosto 1919, durante gli scontri che si verificarono nel capoluogo paralizzato dallo sciopero socialista. Non era un fascista, tanto è vero che Chiurco nella sua monumentale opera sulla Rivoluzione fascista non ne fa nemmeno cenno. Era nato a Trieste il 30 Gennaio 1901 e, in quei giorni di violenza, era sceso in strada, insieme ai suoi coetanei di sentimenti patriottici, per dar man forte alle forze dell’ordine impegnate a contrastare l’agitazione in atto. Durante il pestaggio di uno Slavo che aveva oltraggiato il tricolore, ad un milite cadde il moschetto a terra. Partì un colpo accidentale che colpì in pieno Pollak.

Si tratta del primo militante nazional-popolare caduto durante il Biennio Rosso.

Sparsasi la notizia della morte del giovane, Arditi, fascisti e nazionalisti, insieme ad Ufficiali del Regio Esercito, assaltarono e distrussero le Sedi Riunite dei sindacati di sinistra, procedendo altresì all’arresto di 430 persone: “La prima occupazione e devastazione di una Camera del Lavoro in Italia”.


IL PRESIDENTE DELL’ASSOCIAZIONE “CAMPO DELLA MEMORIA” RICEVUTO DAL SINDACO NETTUNO

Giovedì 1° Agosto 2019, il Dott. Alberto Indri, Presidente dell’Associazione “Campo della Memoria” – il gruppo di volontari che da anni si prende cura del locale Sacrario dei Caduti della RSI – è stato ricevuto dal Sindaco di Nettuno Ing. Alessandro Coppola presso il Palazzo comunale. Durante il cordiale colloquio si sono indicate le necessità del Campo della Memoria nel breve periodo, invitando l’Amministrazione con il proprio gonfalone a presenziare ai prossimi eventi.

Cappellari, Indri e Sacchi

Al termine dell’importante appuntamento, il Dott. Indri è stato ospite del ricercatore nettunese Dott. Pietro Cappellari e del Comandante Bruno Sacchi del locale Reparto dell’Associazione Nazionale Arditi d’Italia, per siglare un protocollo di intesa per le manifestazioni già in programma, in particolare quelle previste per il LXXVI Anniversario dello Sbarco Alleato (22 Gennaio 2020) dedicate alla conoscenza delle Medaglie d’Oro della RSI sul fronte di Nettunia e alla realizzazione di un “percorso della memoria” che faccia conoscere alle giovani generazioni le vittime innocenti dell’Operazione “Shingle”.

Ufficio Stampa

Ass. “Campo della Memoria”

Roma

IL PRESIDENTE DELL’ASSOCIAZIONE NAZIONALE VITTIME DELLE MAROCCHINATE A NETTUNO PER RICORDARE IL SACRIFICIO DI GIULIA TARTAGLIA

La città del Tridente ufficialmente inserita nell’elenco delle città colpite dalla vergogna delle “marocchinate”.

Lunedì 29 Luglio 2019, Emiliano Ciotti, Presidente dell’Associazione Nazionale Vittime delle Marocchinate (ANVM), è giunto in visita a Nettuno. Lo scopo era quello di riscoprire la tragica storia di Giulia Tartaglia, la diciassettenne nettunese stuprata e assassinata da un soldato USA il 22 febbraio 1944.

Ad accogliere il Presidente Ciotti c’era il ricercatore nettunese Dottor Pietro Cappellari, il primo che nel 2004 ebbe il coraggio di raccontare questa storia, raccolta sei anni dopo nel libro intitolato “Lo sbarco di Nettunia e la battaglia per Roma”, edito in ben due edizioni per i tipi della Herald Editore. 

Cappellari e Ciotti

La visita si è ritenuta necessaria in quanto il corpo della giovane, da sempre situato nel Gruppo 6 del cimitero civile di Nettuno, era stato recentemente riesumato. Con estremo sollievo si è appurato che la salma non è stata dispersa nell’ossario, ma ricongiunta con quella dei genitori.

Infine, Ciotti e Cappellari si sono recati al Cimitero Militare Americano per rendere omaggio ai caduti e osservare la sala delle mappe, dove è ben evidenziata la “marcia dell’orrore” del Corpo di Spedizione Francese che, nella sua risalita della penisola, si macchiò di gravissimi crimini contro l’umanità.

La storia di Giulia Tartaglia è stata “adottata” dall’Associazione Vittime delle Marocchinate e Nettuno inserita tra le città martiri flagellate dalle violenze conosciute comunemente con il termine “marocchinate”, di cui si macchiarono i soldati alleati in generale e in particolare le truppe coloniali francesi composte da marocchini, algerini, tunisini e senegalesi.

Il prossimo passo, il 22 Gennaio 2020, in occasione del LXXVI anniversario dello sbarco Alleato, sarà quello di elaborare un “percorso della memoria” che faccia conoscere alle giovani generazioni le vittime della guerra, tra cui la storia di Giulia, elevata a simbolo della violenza contro le donne. 

In Regione è in discussione un progetto di legge per l’istituzione di una giornata in ricordo delle marocchinate, le migliaia di donne ma anche uomini che subirono gli stupri di guerra, atto normativo che costituisce un primo passo per il varo di una legge nazionale.

Nettuno è e sarà in prima linea in difesa della memoria storica e di chi non ha avuto mai voce.

ANVM – Associazione Nazionale Vittime delle Marocchinate

IL PRINCIPE BORGHESE IN VISITA A NETTUNO

Domenica 21 Luglio 2019, Valerio Borghese – nipote del leggendario Comandante della Decima MAS – ha fatto visita alla città di Nettuno. Accompagnato dal Dott. Pietro Cappellari, Presidente territoriale dell’Accademia Delia, Borghese ha ammirato le antiche proprietà di famiglia presenti nel borgo, prima dell’incontro riservato allo studio di iniziative culturali sul territorio di Anzio e Nettuno.

Oggetto dell’incontro è stata l’organizzazione dei prossimi eventi per il LXXVI Anniversario dello Sbarco Alleato (22 Gennaio 2020).

Cappellari e Borghese

Il prossimo anno, con al centro il Campo della Memoria, l’obiettivo delle cerimonie sarà riservato alla conoscenza dell’eroismo delle Medaglie d’Oro della RSI sul fronte di Nettunia e alla creazione di un “percorso della memoria” in ricordo delle vittime civili degli Angloamericani sul territorio di Anzio e Nettuno. In particolare, ci si concentrerà sulle figure del Cap. Faggioni, inabissatosi con il suo aerosilurante nelle acque di Nettunia mentre attaccava la flotta nemica, e di Giulia Tartaglia, stuprata ed uccisa da un militare afroamericano. Pagine strappate dal grande libro della Storia che tornano così alla luce, risorgendo dalla “fossa comune della memoria” in cui erano state confinate dall’ignoranza e dall’odio politico.

SdT

THE FATIMA OF THE MUSSOLINI’S REPUBLIC

Tradotto in inglese lo studio di Pietro Cappellari

sulle apparizioni di Ghiaie del 1944

Su interessamento di alcuni ricercatori irlandesi lo studio del Dott. Pietro Cappellari La Fatima della RSI, pubblicato in Italia nel 2011 e giunto alla terza edizione, è stato tradotto in lingua inglese e sarà lanciato sul mercato britannico, statunitense, indiano ed australiano.

Pietro Cappellari con il Prof. Alberto Sulpizi

Solo una ricerca, condotta e scritta da uno dei più acuti ed attenti studiosi italiani poteva portare alla riscoperta di una apparizione mariana, nel Maggio del 1944, a Ghiaie di Bonate tra speculazione politica e realtà storica, così come indica nel titolo, l’ottimo lavoro che Pietro Cappellari raccoglie in agili ed incisive pagine di storia corredate anche da illustrazioni. In quella Primavera, nel piccolo paese di Ghiaie di Bonate, in provincia di Bergamo, una bambina asserì di aver visto la Madonna. Le manifestazioni si ripeterono nei giorni successivi, provocando l’invasione della località da parte di fedeli e curiosi. Fu un fatto straordinario che interessò decine e decine di migliaia di persone, che avvenne in piena Repubblica Sociale Italiana. La ricerca, affidata a Pietro Cappellari, ha avuto l’obiettivo di analizzare il comportamento delle Autorità della Repubblica Sociale Italiana della provincia di Bergamo di fronte all’inaspettato fenomeno. Senza entrare nel dibattito teologico o sulla veridicità/autenticità delle manifestazioni, la ricerca ha cercato di inquadrare storicamente i fatti, evidenziando come il contributo degli uomini della RSI fu determinante perché a Ghiaie non si verificassero incidenti, perché fosse assicurato l’ordine pubblico e, addirittura, un supporto ai pellegrini che si riversarono in quella località. Fatti che dimostrano, inequivocabilmente, l’importanza e l’efficienza della struttura politico-civile-militare della Repubblica Sociale Italiana in Bergamo. Dal Capo della Provincia Rodolfo Vecchini, fino all’ultimo Agente della Polizia Repubblicana mobilitato per far fronte all’emergenza, vi fu una partecipazione attiva per assicurare il sicuro svolgimento delle oceaniche manifestazioni religiose. Ciò è stato importante, non solo per evidenziare la “presenza” fattiva della Repubblica Sociale Italiana e la sua autorità nelle zone in questione, ma anche per smascherare alcune ricostruzioni partigiane dell’intera vicenda.

«Il fascicolo – ha dichiarato Cappellari – è a disposizione di tutti gli studiosi di lingua inglese. Si tratta di un primo contributo che ci permette di parlare di RSI ad un pubblico che di questa esperienza storica non sa praticamente nulla. É già in programma un altro libro – sempre in lingua inglese – che analizzerà la storia del fascismo sotto una nuova luce. Con questa iniziativa abbiamo aperto una breccia anche nel mondo anglosassone. La diga della “censura” è ormai crollata».

Scipione di Torrealta

Per info e ordinazioni:

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Italia: https://www.amazon.it/FATIMA-DELLA-RSI-apparizioni-speculazione

L’ULTIMO LEGIONARIO DI MUSSOLINI: DAL FRONTE DI NETTUNIA ALLA PRUSSIA

Incontro con il reduce del Battaglione M “IX Settembre” Domenico Silvestri

Sabato 18 Maggio 2019, su interessamento di Gianluca Iannone, il Dott. Pietro Cappellari, ricercatore storico e Direttore de “L’Ultima Crociata”, ha intervistato, nella sua casa de L’Aquila, il Legionario Domenico Silvestri, combattente della RSI tra le fila dell’invitto Battaglione M “IX Settembre”. Questa unità prese forma dai Battaglioni da Sbarco della Milizia dislocati nel Sud della Francia che, all’indomani della resa incondizionata e del conseguente passaggio al nemico del Regno d’Italia, si ribellarono restando al fianco dell’alleato germanico.

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Silvestri, classe 1925, si era arruolato Volontario nel 1942, a soli 17 anni, per partecipare alla guerra per l’indipendenza e la grandezza nazionale. Fu incorporato nella Milizia Controaerea ed inviato in Calabria. Venuto a conoscenza della costituzione della Divisione Corazzata M, chiese ed ottenne di essere trasferito in questa prestigiosa e modernissima unità. Fu qui che lo colsero i drammatici eventi del 25 Luglio e dell’8 Settembre 1943.

Tornato a casa, appena saputo della liberazione del Duce, si presentò al Comando della 130a Legione della Milizia de L’Aquila, chiedendo di essere nuovamente arruolato. Ma la vita di “guarnigione” non faceva per lui e, come si diffusero le voci che a Teramo era dislocato un Battaglione M “operativo”, ossia un reparto d’assalto speciale della Milizia di prima linea, corse subito ad arruolarsi in questa nuova unità. Con questo reparto, che passerà alla storia con il nome di Battaglione M “IX Settembre”, inquadrato nella Divisione germanica “Brandenburg”, Silvestri fu impiegato in difesa di Roma sul fronte di Nettunia all’indomani dello sbarco alleato del 22 Gennaio 1944 e, subito dopo, su quello di Ortona (Chieti), per sbarrare il passo agli invasori britannici che minacciavano di risalire la penisola dal versante adriatico. Ma non solo. Il Battaglione M “IX Settembre” fu anche impiegato in Prussia, in difesa dell’Europa dall’invasione sovietica.

Rientrato in Italia, il reparto fu lanciato con successo anche in operazioni controguerriglia, tra cui si ricorda la liberazione di Cogne (Aosta) dai partigiani.

La fine della guerra, vide il Legionario Silvestri nella zona di Vittorio Veneto (Treviso). Nonostante l’accettazione della resa concordata con il locale CLN, all’atto della deposizione delle armi, l’accordo venne disatteso e le Camicie Nere – disarmate – rimasero in balia dell’odio partigiano. Oramai inermi, molti Legionari furono fucilati. Silvestri fu fortunato e, nonostante i barbari pestaggi subiti, cui si unì anche un Sacerdote, sopravvisse, salvato dalla fucilazione sommaria dall’intervento di unità britanniche che allontanarono i ribelli e presero in consegna i prigionieri.

L’intervista rilasciata al Dott. Cappellari sarà oggetto di un video che, per interessamento di CPI L’Aquila, tramanderà alle nuove generazioni questa storia straordinaria e il profondo significato spirituale dell’amor di Patria spinto fino al sacrificio supremo.

Scipione di Torrealta

L’ULTIMO LEGIONARIO DI MUSSOLINI: DAL FRONTE DI NETTUNIA ALLA PRUSSIA

Incontro con il reduce del Battaglione M “IX Settembre” Domenico Silvestri

Sabato 18 Maggio 2019, su interessamento di Gianluca Iannone, il Dott. Pietro Cappellari, ricercatore storico e Direttore de “L’Ultima Crociata”, ha intervistato, nella sua casa de L’Aquila, il Legionario Domenico Silvestri, combattente della RSI tra le fila dell’invitto Battaglione M “IX Settembre”. Questa unità prese forma dai Battaglioni da Sbarco della Milizia dislocati nel Sud della Francia che, all’indomani della resa incondizionata e del conseguente passaggio al nemico del Regno d’Italia, si ribellarono restando al fianco dell’alleato germanico.

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Silvestri, classe 1925, si era arruolato Volontario nel 1942, a soli 17 anni, per partecipare alla guerra per l’indipendenza e la grandezza nazionale. Fu incorporato nella Milizia Controaerea ed inviato in Calabria. Venuto a conoscenza della costituzione della Divisione Corazzata M, chiese ed ottenne di essere trasferito in questa prestigiosa e modernissima unità. Fu qui che lo colsero i drammatici eventi del 25 Luglio e dell’8 Settembre 1943.

Tornato a casa, appena saputo della liberazione del Duce, si presentò al Comando della 130a Legione della Milizia de L’Aquila, chiedendo di essere nuovamente arruolato. Ma la vita di “guarnigione” non faceva per lui e, come si diffusero le voci che a Teramo era dislocato un Battaglione M “operativo”, ossia un reparto d’assalto speciale della Milizia di prima linea, corse subito ad arruolarsi in questa nuova unità. Con questo reparto, che passerà alla storia con il nome di Battaglione M “IX Settembre”, inquadrato nella Divisione germanica “Brandenburg”, Silvestri fu impiegato in difesa di Roma sul fronte di Nettunia all’indomani dello sbarco alleato del 22 Gennaio 1944 e, subito dopo, su quello di Ortona (Chieti), per sbarrare il passo agli invasori britannici che minacciavano di risalire la penisola dal versante adriatico. Ma non solo. Il Battaglione M “IX Settembre” fu anche impiegato in Prussia, in difesa dell’Europa dall’invasione sovietica.

Rientrato in Italia, il reparto fu lanciato con successo anche in operazioni controguerriglia, tra cui si ricorda la liberazione di Cogne (Aosta) dai partigiani.

La fine della guerra, vide il Legionario Silvestri nella zona di Vittorio Veneto (Treviso). Nonostante l’accettazione della resa concordata con il locale CLN, all’atto della deposizione delle armi, l’accordo venne disatteso e le Camicie Nere – disarmate – rimasero in balia dell’odio partigiano. Oramai inermi, molti Legionari furono fucilati. Silvestri fu fortunato e, nonostante i barbari pestaggi subiti, cui si unì anche un Sacerdote, sopravvisse, salvato dalla fucilazione sommaria dall’intervento di unità britanniche che allontanarono i ribelli e presero in consegna i prigionieri.

Iniziò, quindi, la peregrinazione per i vari campi di concentramento anglo-americani sparsi in Italia, tra cui ricorda quello di Afragola (Napoli). Mentre migliaia di prigionieri della RSI incolonnati attraversavano il corso della città scortati dai gendarmi britannici, un soldato intonò l’inno della Decima MAS. All’improvviso tutti si misero a cantare, facendo tremare i vetri delle case. La gente, incredula, che si era ammassata ai bordi delle strade per vedere l’insolito spettacolo, cominciò a battere le mani… ultimo segno di saluto a chi aveva combattuto per l’onore e la libertà dell’Italia.

SILVESTRI 1

L’intervista rilasciata al Dott. Cappellari sarà oggetto di un video che, per interessamento di CPI L’Aquila, tramanderà alle nuove generazioni questa storia straordinaria e il profondo significato spirituale dell’amor di Patria spinto fino al sacrificio supremo.

Scipione di Torrealta

OMAGGIO A FRANCESCO PIETRAMICO

Ricordato il Commissario Prefettizio ucciso dai ribelli nel 1944

Sabato 18 Maggio 2019, il Dott. Pietro Cappellari, ricercatore storico e Direttore de “L’Ultima Crociata”, insieme ad una delegazione di CPI L’Aquila, ha reso omaggio a Francesco Pietramico, Commissario Prefettizio di Leonessa (Rieti) ucciso dai ribelli il 26 Febbraio 1944.

Il luogo dove era sepolto è stato scoperto dal Cappellari una decina di anni fa, durante le ricerche sulla Repubblica Sociale Italiana in provincia di Rieti. Oggi, a tanti anni di distanza, il ricercatore è tornato nel piccolo cimitero di Bagno de L’Aquila che raccoglie le spoglie di Pietramico. Dopo la pulizia della tomba, i convenuti hanno reso omaggio al Commissario Prefettizio.

Infine, il “passaggio delle consegne”: da oggi, la tomba sarà curata da CPI L’Aquila, che tramanderà alle generazioni future il senso del sacrificio di Francesco Pietramico.

Scipione di Torrealta