PER SERGIO RAMELLI

A 50 anni dall’aggressione antifascista

Nettuno (Roma), 13 Marzo – In occasione del cinquantesimo anniversario dell’aggressione antifascista subita a Milano dal giovane militante missino Sergio Ramelli, una delegazione ufficiale dell’Associazione Nazionale Famiglie Caduti e Dispersi della RSI si è recata al Campo della Memoria per un omaggio a tutti i Caduti per la Causa nazionale. Presenti anche l’ex Consigliere comunale Genesio D’Angeli, il Dott. Pietro Cappellari, il Prof. Alberto Sulpizi e, in rappresentanza del Circolo “Barbarigo”, Luca Parapetto.
Sergio Ramelli, studente di diciannove anni, appartenente al Fronte della Gioventù, venne colpito alle spalle da elementi di Avanguardia Operaia con delle chiavi inglesi che gli fracassarono il cranio, mentre rincasava. Morì dopo una lunga agonia il 29 Aprile 1975, giorno funesto per la città di Milano. In questo giorno ricadono tragici anniversari di sangue legati all’odio antifascista, come gli assassinii della Medaglia d’Oro, Cieco di Guerra, Carlo Borsani (massacrato dai partigiani nel 1945) e del Consigliere provinciale del MSI Enrico Pedenovi (colpito da elementi di Prima Linea nel 1976).
L’unica colpa di Sergio Ramelli fu quella di essere fascista. Entrato nel mirino di Avanguardia Operaia dopo che in un tema aveva condannato le Brigate Rosse, fu aggredito con inaudita ferocia ed ucciso. Dieci contro uno. Come loro uso.
I convenuti al Campo della Memoria hanno inteso omaggiare tutti Caduti per la Causa nazionale, dai ragazzi della RSI a Sergio Ramelli, con un momento di preghiera e raccoglimento.
D’Angeli e Cappellari hanno infine annunciato una mostra pubblica in memoria di Sergio Ramelli che sarà inaugurata a Nettuno il 3 Maggio prossimo. Dopo che l’Amministrazione di sinistra ha negato la Sala del Consiglio per la manifestazione, l’evento si terrà in un noto albergo della città.
Non avete vinto. Noi non dimentichiamo. Noi siamo Sergio Ramelli.

Claudio Cantelmo