SULLE TRACCE DI RINA PETRUCCI

Spedizione alla ricerca della giovane scomparsa nella Primavera di sangue del 1944

La mattina del 19 Ottobre 2019 si è svolta la spedizione promossa da “L’Ultima Crociata” sulle tracce di Rina Petrucci, la giovane rapita, stuprata ed uccisa dai ribelli comunisti nella zona di Salto del Cieco (Terni), nella tragica notte tra il 24 e il 25 Aprile 1944.

L’iniziativa si inquadra nel progetto di ricerca portato avanti dal Comitato per la Storia della RSI in provincia di Terni, al quale ha aderito l’Associazione Nazionale Famiglie Caduti e Dispersi della RSI.

Per la prima volta, dopo 75 anni, viene reso omaggio ad un’Italiana che non poteva essere accusata di nulla. Crimini contro l’umanità non solo rimasti impuniti, ma anche cancellati da chi voleva costruire artificiosamente una storia “diversa” dalla realtà.

Il fatto di sangue è tornato alla memoria grazie agli studi del Dott. Pietro Cappellari, docente in storia contemporanea dell’Accademia Delia, che ha ritrovato presso l’Archivio Centrale dello Stato dei documenti che hanno svelato cosa capitò alla giovane in quella drammatica notte di sangue. Tra il 24 e il 25 Aprile 1944, individui armati, fregiati dalla falce e martello, sequestrarono a Polino i coniugi Vissani, macchiandosi dello stupro della donna incinta. Poi, sequestrarono anche Rina Petrucci. Le accuse – mai provate – fu quello di essere delle “spie”. A Polino? Di cosa? Per cosa? Comoda accusa con cui si mandarono al macello, in tutta Italia, alcune decine di migliaia di innocenti. Se la Petrucci, dopo essere stata stuprata ed aver eroicamente sopportato il martirio negando ogni soddisfazione agli assassini, venne uccisa; i coniugi Vissani furono risparmiati. Liberati da un rastrellamento della GNR alcuni giorni dopo che provocò la fuga dei ribelli, lasciarono delle dichiarazioni alle Autorità inquirenti che, per puro caso, sono state conservate presso l’Archivio Centrale dello Stato.

La Presidenza dell’Associazione Nazionale Famiglie Caduti e Dispersi della RSI, venuta in possesso delle agghiaccianti testimonianze, ha trasmesso questi documenti al Comando Provinciale dei Carabinieri di Terni e alla Stazione dei Carabinieri di Arrone (competente per il territorio) perché la sorte di Rina Petrucci avesse, finalmente, una chiara definizione.

Il Comitato per la Storia della RSI in provincia di Terni si è recato sui monti di Polino per delle ricerche sul campo, ponendo infine una rosa sul cippo, nei pressi di Salto del Cieco, che tramanda alle future generazioni ciò che avvenne: “Rina Petrucci / ‘Martire della RSI’ / tragicamente scomparsa / in questi boschi / per mano fratricida / il 25 Aprile 1944”.

Un atto di pietas nella speranza si possa giungere al piú presto ad una completa pacificazione nazionale consacrata dall’amor di Patria che abbatta ogni barriera e cancelli ogni odio di parte.

Grazie agli operatori de “L’Ultima Crociata” è stata anche realizzata sui luoghi in questione una video-intervista al Dott. Cappellari, che sarà diffusa nelle scuole.

Ha partecipato alla spedizione una delegazione dell’Associazione Nazionale Vittime Marocchinate, che ha preso a cuore la storia della giovane Rina, facendosi custode della memoria storica dell’evento. Il Presidente dell’A.N.V.M. Emiliano Ciotti ha lanciato un appello, affinché «chi sa, parli!», perché sia finalmente possibile dare un volto e un nome agli autori di questo gesto e si possa far luce sugli aspetti ancora oscuri dell’intera vicenda.

L’A.N.V.M. proporrà all’Amministrazione comunale di Polino di dedicare una via alla martire – magari proprio quella in cui fu vista l’ultima volta – e di indire un concorso letterario con cui si possa tramandare la sua figura, elevata a simbolo della violenza sulle donne.

Chiunque voglia dare un contributo per supportare le ricerche del Comitato per la Storia della RSI in provincia di Terni può scrivere a: aresagenziadinotizie@gmail.com

Ufficio Stampa

Comitato per la Storia della RSI

in Provincia di Terni